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CronacaTorino

Torino, anziano fragile al centro di un caso giudiziario: due badanti sotto accusa

Secondo quanto emerso in aula, la collega avrebbe ottenuto la nuda proprietà dell’appartamento dell’uomo in cambio di 70mila euro, una cifra ritenuta inferiore al valore reale dell’immobile

Gabriele Farina

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TORINO – Un anziano torinese di 92 anni, vedovo e senza figli, si ritrova al centro di una vicenda giudiziaria delicata e ancora tutta da chiarire. Due badanti, incaricate della sua assistenza, sono finite nei guai con l’accusa di essersi approfittate della sua fragilità, ottenendo da lui ingenti somme di denaro e, in un caso, anche la proprietà della casa.

Il procedimento è approdato in tribunale e segna un primo punto fermo: una delle due donne è già stata rinviata a giudizio per circonvenzione di incapace. Nella giornata di oggi  la procura ha chiesto per lei una condanna a un anno e quattro mesi di reclusione, oltre a una multa di 200 euro. La difesa, però, respinge le accuse e ha chiesto l’assoluzione.

Parallelamente, resta aperta la posizione dell’altra badante, inizialmente denunciante della collega. Per lei, la procura ha chiesto la restituzione del fascicolo al fine di approfondire ulteriormente le indagini e valutare un eventuale rinvio a giudizio.

I sospetti e i movimenti di denaro

L’anziano, residente in corso Siracusa e con gravi difficoltà motorie, è parte civile nel processo. A sollevare i primi dubbi era stata proprio la badante che da anni lo assiste: in passato era stata lei a coinvolgere la collega, chiamata a coprire i turni scoperti. Col tempo, però, qualcosa ha iniziato a non tornare.

Secondo quanto emerso in aula, la collega avrebbe ottenuto la nuda proprietà dell’appartamento dell’uomo in cambio di 70mila euro, una cifra ritenuta inferiore al valore reale dell’immobile. Un passaggio che ha fatto scattare l’allarme.

Non solo. Le indagini hanno documentato anche una serie di bonifici sospetti: circa 30mila euro trasferiti in soli due mesi, tra luglio e settembre 2023. Denaro che, formalmente, risulterebbe donato dall’anziano alla badante. Resta però il nodo centrale: si è trattato di una scelta libera o di una decisione indotta?

A rendere il quadro ancora più complesso è la procura speciale che l’anziano avrebbe concesso alla donna, permettendole di gestire sia l’ordinaria sia la straordinaria amministrazione dei suoi beni.

Il ruolo dell’altra badante

La posizione della seconda badante, quella che ha sporto denuncia, non è priva di ombre. Secondo l’accusa, il suo gesto potrebbe non essere stato dettato esclusivamente dalla volontà di tutelare l’anziano.

In aula è stato sottolineato come la donna fosse stata rassicurata, in passato, dal fatto che avrebbe ereditato l’appartamento. Un elemento che, secondo la procura, potrebbe aver influito sulla decisione di denunciare la collega, più per tutelare i propri interessi che quelli dell’assistito.

Le condizioni dell’anziano

Uno degli aspetti centrali del processo riguarda lo stato di salute dell’uomo. Oggi è considerato estremamente fragile, ma la sua condizione al momento dei fatti è determinante per stabilire eventuali responsabilità.

Secondo la procura, fino all’estate 2023 l’anziano, pur con difficoltà, sarebbe stato in grado di intendere e di volere. Da quel momento, però, le sue condizioni sarebbero peggiorate drasticamente, rendendolo vulnerabile e facilmente influenzabile.

Una ricostruzione contestata dalla difesa, che insiste sull’assenza di prove di una reale incapacità al momento delle decisioni contestate.

In attesa della sentenza

Nel frattempo, la badante imputata è stata licenziata dai familiari dell’uomo non appena emersa l’indagine, mentre l’altra continua a prestare servizio, considerata ancora un punto di riferimento per l’anziano.

Per la gestione del patrimonio è stato nominato un curatore, mentre la parte civile ha chiesto un risarcimento danni con provvisionale immediatamente esecutiva.

La sentenza è attesa per il mese di maggio. In quell’occasione, il giudice dovrà anche decidere se disporre ulteriori indagini sull’altra badante, aprendo così un nuovo capitolo in una vicenda che intreccia fragilità, fiducia e possibili abusi.

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