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Lutto per Pecco Bagnaia: addio al nonno Fausto Atzori, primo “maestro” di motori
Oggi il mondo del motorsport si stringe attorno al campione italiano
CHIVASSO – Un dolore intimo, familiare, che riporta alle radici di una passione diventata leggenda sportiva. Francesco Bagnaia, per tutti “Pecco”, piange la scomparsa del nonno materno Fausto Atzori, morto nelle ultime ore all’età di 85 anni.
Figura fondamentale nella vita del due volte campione del mondo di MotoGP, nonno Fausto non è stato soltanto un affetto importante, ma il primo vero artefice dell’amore di Bagnaia per le due ruote. Originario della Sardegna, Atzori aveva trasmesso al nipote quella passione che, negli anni, si sarebbe trasformata in una carriera straordinaria.
La passione per le moto
Il legame tra i due affonda le sue radici nell’infanzia del pilota piemontese. È proprio nonno Fausto, infatti, a costruire per Pecco, quando aveva appena tre anni, un triciclo motorizzato con un cinquantino: il primo approccio con l’acceleratore, il primo contatto con la velocità. L’anno successivo arriva anche una piccola Honda, con cui il giovanissimo Bagnaia iniziava a girare in una pista improvvisata nel giardino di casa, muovendo i primi passi in quello che sarebbe diventato il suo destino.
Una passione per i motori che, in realtà, scorreva già da generazioni nella famiglia. Il padre di Fausto, bisnonno di Pecco, possedeva infatti una moto tedesca, all’epoca una rarità assoluta a Terralba, paese d’origine della famiglia in Sardegna. Un dettaglio che racconta una tradizione fatta di ingegno, curiosità e amore per la meccanica.
La vita di Fausto Atzori è stata segnata anche da un forte spirito imprenditoriale. Dopo aver lasciato la Sardegna in giovane età e aver lavorato anche in Germania, si era stabilito in Piemonte, dove aveva fondato la Stain a San Raffaele Cimena, azienda con cui si era fatto conoscere per la realizzazione di motoscafi da competizione.
A ricordarlo pubblicamente è stato lo stesso Bagnaia, che ha condiviso sui social una foto accompagnata da un cuore bianco, simbolo silenzioso ma potente di affetto e riconoscenza.
Oggi il mondo del motorsport si stringe attorno al campione italiano, consapevole che dietro ogni grande pilota c’è spesso una storia familiare fatta di piccoli gesti, intuizioni e sogni coltivati sin da bambini. E, nel caso di Pecco Bagnaia, quel sogno porta il nome di nonno Fausto.
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