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Extinction Rebellion per il 25 Aprile: gigantografie di partigiane nelle strade
Tra i volti apparsi figurano quelli di Vera e Libera Arduino, Bianca Guidetti Serra, Ada Gobetti e Lucia Boetto
TORINO – Nella notte torinese, in concomitanza con le celebrazioni per la Festa della Liberazione del 25 aprile, le vie del capoluogo piemontese sono state teatro di un’azione dimostrativa e artistica. Gli attivisti del movimento ambientalista Extinction Rebellion hanno infatti realizzato un intervento nello spazio pubblico cittadino, affiggendo diverse gigantografie raffiguranti storiche figure femminili della Resistenza.
I volti della Resistenza
L’iniziativa, che nelle modalità operative trae ispirazione dai murales politici di artisti contemporanei come Banksy e Harry Greb, ha avuto come obiettivo quello di dedicare simbolicamente alcuni spazi urbani alle donne che hanno preso parte alla lotta di Liberazione.
Tra i volti apparsi sui muri della città figurano quelli di Vera e Libera Arduino (le due sorelle fucilate per i loro contatti con la Resistenza partigiana), Bianca Guidetti Serra (figura chiave nell’organizzazione delle reti di solidarietà torinesi), Ada Gobetti e Lucia Boetto. Secondo quanto spiegato dal movimento, l’intento è quello di “dare visibilità a chi ha lottato per la libertà, la giustizia e la democrazia”.
Le motivazioni alla base dell’azione
Attraverso un comunicato ufficiale, Extinction Rebellion ha illustrato le ragioni dell’intervento. Gli attivisti sottolineano come diverse strade di Torino siano ancora intitolate a generali dell’epoca fascista o a figure coinvolte in campagne coloniali. Viene citato l’esempio di via Pietro Toselli, nel quartiere Crocetta, dedicata a un comandante militare attivo in Etiopia. Proprio in questa via, lo scorso 3 marzo, cinque attiviste del movimento erano state fermate, perquisite e denunciate dalle forze dell’ordine mentre affiggevano locandine analoghe.
L’iniziativa artistica, inoltre, è stata inserita dai promotori all’interno di un più ampio quadro di rivendicazioni politiche legate all’attualità. Il movimento ha infatti tracciato un parallelo tra i valori della Resistenza e alcune tematiche contemporanee, esprimendo dissenso nei confronti del Ddl Sicurezza attualmente in discussione in Parlamento e criticando la gestione dell’ordine pubblico nel quartiere Vanchiglia, a seguito dello sgombero del centro sociale Askatasuna.
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