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Sulla lapide partigiana bruciata: sdegno bipartisan e la reazione di Vanchiglia con nuovi fiori

Dal Governatore Cirio al sindaco Lo Russo, lo sdegno condiviso per la corona d’alloro e il mazzo di fiori bruciati nella notte in Vanchiglia

Chiara Scerba

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TORINO – Dopo il vile atto vandalico che questa notte ha distrutto, bruciandoli, la corona d’alloro e i fiori deposti in Largo Montebello per le commemorazioni del 25 Aprile, la reazione di Torino è stata immediata e corale. Dalle istituzioni ai cittadini, lo sdegno per l’offesa alla targa che ricorda i 41 partigiani caduti nel quartiere ha unito tutte le voci pubbliche in una ferma condanna bipartisan.

La risposta del quartiere

La miglior risposta allo scempio è arrivata direttamente dagli abitanti di Vanchiglia. Nel primo pomeriggio di oggi, un centinaio di persone si è radunato per sfilare lungo le vie del quartiere, fino a fare ingresso nella piazzetta al civico 31 di Largo Montebello.

Lì, davanti ai muri anneriti dalle fiamme, i resti carbonizzati sono stati sostituiti da garofani, rose e girasoli freschi. La posa del nuovo mazzo è stata accompagnata da un lungo e sentito applauso, a testimonianza di una comunità che non intende lasciarsi intimidire e non dimentica la propria storia.

La condanna delle istituzioni: da Cirio a Lo Russo

L’indignazione per il gesto ha attraversato tutto l’arco costituzionale. Il Presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, ha definito l’accaduto inaccettabile, dichiarando che questo atto “offende la memoria e colpisce la democrazia”.

Sulla stessa linea anche il Sindaco di Torino, Stefano Lo Russo, che non ha usato mezzi termini per stigmatizzare l’episodio: “Un gesto grave e vigliacco. Auspichiamo che i responsabili vengano al più presto individuati”, ha ribadito il primo cittadino, sottolineando l’importanza di fare chiarezza su un’azione così grave.

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