CronacaTorino
Commenti offensivi sui social, il Comune di Bruino procede per vie legali: arrivano le scuse dell’autore
L’autore si dichiara disponibile a presentarsi di persona in Consiglio comunale per chiarire la propria posizione e porgere le scuse direttamente agli amministratori.
BRUINO – Si chiude, almeno per ora, con una lettera di scuse una vicenda nata sui social e rapidamente sfociata in un caso politico-amministrativo. Protagonista è il Comune di Bruino, che nelle scorse settimane aveva deciso di tutelare la propria immagine dopo la pubblicazione di alcuni commenti ritenuti offensivi sotto un post istituzionale.
Il contesto: un post a sostegno della libreria
Tutto prende avvio nel gennaio 2026, quando la pagina Facebook comunale pubblica un messaggio di sostegno alla Libreria Belleville, realtà culturale del territorio, vittima di un’aggressione fascista. Sotto quel post compaiono però alcuni commenti pubblici che l’Amministrazione giudica “offensivi, ingiuriosi e diffamatori”.
Una situazione che porta la Giunta a intervenire formalmente.
La delibera e la diffida
Con la delibera n. 27/2026, l’esecutivo comunale decide di affidare un incarico legale per difendere l’immagine e la reputazione dell’Ente. Parte quindi una diffida formale nei confronti dell’autore dei commenti contestati, con richiesta di rimozione e scuse pubbliche.
Una scelta che segnala una linea chiara: anche nello spazio digitale, il confine tra critica e offesa non può essere oltrepassato senza conseguenze.
La risposta: “Ho esagerato”
A distanza di alcune settimane, il 2 aprile 2026, arriva la risposta dell’interessato sotto forma di lettera indirizzata a sindaco, assessori e consiglieri di maggioranza.
Nel testo, l’autore riconosce esplicitamente l’eccesso nei toni: ammette di “aver esagerato” e precisa che non era sua intenzione offendere o diffamare. Sottolinea inoltre come il commento fosse articolato in due parti, una delle quali – quella contestata – definita “molto generica”.
Un passaggio rilevante riguarda l’impossibilità di adempiere pienamente alle richieste ricevute: il post originale, infatti, nel frattempo è stato rimosso dalla pagina, rendendo impossibile cancellare il commento o pubblicare le scuse nello stesso contesto.
Disponibilità al confronto
Nella parte finale della lettera emerge però un’apertura: l’autore si dichiara disponibile a presentarsi di persona in Consiglio comunale per chiarire la propria posizione e porgere le scuse direttamente agli amministratori.
Un gesto che potrebbe rappresentare un tentativo di ricucire lo strappo, spostando il confronto dal piano digitale a quello istituzionale.
Il nodo: libertà di espressione e responsabilità
La vicenda riporta al centro un tema sempre più attuale: il rapporto tra libertà di espressione e responsabilità nell’utilizzo dei social. E’ di poche settimane fa l’evoluzione di un caso in parte simile che aveva coinvolto Cristina Seymandi.
Resta ora da capire se la disponibilità al confronto porterà a una chiusura definitiva della vicenda o se l’iter legale proseguirà. In ogni caso, il messaggio dell’Amministrazione appare chiaro: il confronto è legittimo, ma deve restare nei limiti del rispetto.
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