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Alessandria, presidio pro Palestina: l’appello al Governo per gli attivisti della Flotilla
Una lettera al prefetto affinché sia esercitata “ogni pressione diplomatica necessaria” per garantire il rispetto dei diritti umani
ALESSANDRIA – Circa un centinaio di manifestanti si sono riuniti ieri, mercoledì 6 maggio, in piazza della Libertà ad Alessandria per un presidio organizzato dal Coordinamento per la Palestina. Di fronte alla Prefettura, associazioni e cittadini hanno denunciato l’attacco alla Global Sumud Flotilla, chiedendo l’immediata liberazione degli attivisti ancora detenuti.
L’appello per Thiago Ávila e Saif Abu Keshek
Al centro della protesta c’è la sorte di Thiago Ávila (attivista brasiliano) e Saif Abu Keshek (palestinese con cittadinanza spagnola). I due sono gli ultimi rimasti nelle mani delle forze israeliane dopo l’assalto alla Flotilla avvenuto lo scorso 30 aprile in acque internazionali.
Mentre il resto dei partecipanti è stato rilasciato o espulso, Ávila e Abu Keshek sarebbero stati deportati con la forza in Israele, subendo violenze fisiche e trattamenti inumani e degradanti. Il Coordinamento ha denunciato il forte rischio di tortura e la palese violazione del Diritto Internazionale.
Le accuse al Governo
Dal presidio si è levata una dura accusa al Governo italiano, criticato per non essere intervenuto con un mandato di protezione militare a tutela dei propri cittadini durante l’assalto in mare. “Condanniamo ogni forma di aggressione e violazione del diritto internazionale – hanno dichiarato dal Coordinamento -. Il silenzio di fronte a questi crimini è complicità”.
La mobilitazione è culminata con la consegna da parte degli attivisti di una lettera alla segreteria del prefetto di Alessandria, Alessandra Vinciguerra. La richiesta è che la Prefettura si faccia portavoce presso l’esecutivo nazionale affinché venga esercitata “ogni pressione diplomatica necessaria” per garantire il rispetto dei diritti umani e il rientro in sicurezza dei due attivisti.
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