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Langhe, Roero e Monferrato. La terra promossa raccontata da Giorgio Vivalda
L’intervista con Giorgio Vivalda
TORINO – La terra promossa. No, non è un errore ma un curioso e significativo gioco di parole scelto da Giorgio Vivalda per il suo volume per Neos Edizioni. Si parla di Langhe, Roero e Monferrato, territori che dal 2014 sono stati riconosciuti Patrimonio Mondiale dell’Umanità UNESCO. Una promessa e una promozione, un riconoscimento.
Vivalda ha sviluppato il libro come un incontro con il territorio e con le persone che questo territorio lo vivono e lo costruiscono ogni giorno. Così ha deciso di affrontare le varie tematiche che riguardano una delle zone più affascinanti e interessanti d’Italia mettendosi a confronto con alcuni nomi esperti del tema specifico.
Si parla così di paesaggio con Bruno Murialdo, di arte con Walter Accigliaro, di letteratura con Giovanni Tesio, di storia con Gianni Oliva, di meteo con Luca Mercalli… e così via saltando da un argomento all’altro e da un esperto all’altro.
A Vivalda resta il compito fondamentale di tessere le fila e dare un organizzazione alle discussioni. E l’organizzazione non può essere altro che quella legata alla viticoltura, vera miniera di questi territori intorno alla quale si è creato un mondo ed un’economia fatta di cultura, enogastronomia, turismo e tutti quegli aspetti che appunto vengono trattati nel libro.
“La terra promossa” non è uno sguardo superficiale, ma tanti piccoli approfondimenti che permettono di scoprire dettagli di cui poco si parla. Dai muretti a secco ai fossili marini (perchè si, qui una volta era tutto mare).
Un modo diverso, quindi, per conoscere meglio un territorio in verità molto noto. Fermo restando che il modo migliore per conoscere Langhe, Roero e Monferrato è passarci qualche giorno camminando tra colline, borghi e vigne, gustando i piatti tipici e sorseggiando Barolo e Barbaresco.
L’intervista con Giorgio Vivalda
Discorrere con gli esperti è un modo diverso per conoscere il territorio. Permette di approfondire temi non sempre affrontati?
Mi è parso doveroso interpellare quelli che ritendo ora tra i massimi rappresentanti della realtà
locale non solo per una formula originale al lavoro, ma soprattutto per dare oggettività di
conoscenza del territorio a chi ci vive ed opera, ognuno nel proprio campo.
Come è nata l’idea di questo libro?
L’idea è partita da due motivazioni: il mio interesse personale al tema del paesaggio e
contemporaneamente l’esigenza di fare il punto sui risultati di oltre un decennio di
riconoscimento UNESCO, nel bene e nel male.
Nel libro si parla ovviamente di vini e vigneti ma anche di meteo, paesaggio, storia, cinema, letteratura. C’è un tema che avresti voluto affrontare ed è rimasto fuori?
Ho cercato di coprire ogni ambito dei riferimenti al tema del paesaggio; è rimasto fuori,
volutamente, il legame con la politica, perché preferivo che ogni lettore si facesse la propria
opinione proprio in forza dei diversi pareri esposti dagli intervistati.
Come hanno accolto gli esperti interpellati la richiesta di essere coinvolti nel progetto?
Tutti i personaggi interpellati hanno risposto con generosa attenzione alla mia richiesta, per cui
mi fa piacere ringraziarli approfittando di queste preziose recensioni.
Tra i tanti argomenti affrontati quale ti piacerebbe segnalare come “più particolare” a chi ci legge?
Non penso ad un argomento in particolare, ma a un concetto che passa attraverso tutti gli
argomenti: sottolineare quanto sia importante il paesaggio, un bene che riguarda tutti e che è
fondamentale trattare con rispetto e attenzione, sotto tutti i punti di vista.
Qual è il tuo rapporto con Langhe, Roero e Monferrato?
Mio padre era di Cherasco e mia mamma di San Martino Alfieri, due località che incarnano lo
spirito di queste terre soggetto del libro.
Se dovessi descrivere questi territori con tre parole, quali sarebbero?
Ricchi, belli e delicati.
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