CronacaTorino
Il padre di Matteo Franzoso accusa il direttore tecnico della Nazionale di bullismo e insulti contro il figlio
Parla il padre di Matteo Franzoso, lo sciatore azzurro morto a soli 25 anni durante un allenamento sulle piste del Cile
TORINO – È ancora una volta Marcello Franzoso a parlare di quel figlio la cui perdita è un vuoto, comprensibilmente, incolmabile. Non si può dimenticare Matteo Franzoso, lo sciatore azzurro morto a soli 25 anni durante un allenamento sulle piste del Cile. Da allora Marcello, nel ricordare il figlio, non ha esitato a dichiarare la solitudine in cui la famiglia del giovane è stata lasciata.
“La morte di mio figlio è un dolore ancora ingestibile. Per noi lo sci non esiste più, queste Olimpiadi neanche riusciamo a vederle. Nella Federazione ci hanno isolati e dimenticati, vogliono far passare per casualità ciò che invece è stata negligenza: in quella pista non c’erano le protezioni, non c’erano le minime condizioni di sicurezza” aveva detto in una intervista l’uomo.
E, oggi, si aggiungono nuove e più pensanti accuse, rivolte direttamente contro il direttore tecnico della nazionale Max Carca. Come riporta La Stampa, è successo lunedì sera a Portofino, nel corso della manifestazione “Terzo premio Di Marzio”, dove la famiglia aveva ricevuto un riconoscimento in memoria di Matteo.
In questa occasione Marcello Franzoso ha accusato chiaramente Carca di insulti omofobi nei confronti di Matteo: “Mi chiedo per quale motivo il mio Matteo venisse insultato dal signor Massimo Carca che per quando andava male in gara, gli aveva coniato il nome “il frocetto” di Sestriere”. Lo stesso dt, inoltre, è accusato di bullismo.
La caduta mortale di Matteo Franzoso
Lo sciatore genovese che è cresciuto sciisticamente a Sestriere, è morto in ospedale a Santiago del Cile. Troppo grave il trauma cranico riportato in seguito alla caduta in allenamento mentre si trovava a La Parva, sulle Ande, dove stava preparando le Olimpiadi di Milano- Cortina.
Franzoso aveva 25 anni ed aveva esordito in Coppa del Mondo nel superG della Val Gardena, il 17 dicembre 2021. Faceva parte del Gruppo sportivo delle Fiamme Gialle, ha disputato 17 gare, l’ultima nel marzo scorso a Kvitfjell, vincendo la sua prima gara in Coppa Europa, un superG, nel 2021 a Zinal.
La federazione aveva ricostruito quanto successo: “Franzoso ha affrontato male il primo, piccolo salto del tracciato di allenamento, finendo sbalzato in avanti verso le reti. Ha oltrepassato due file di reti e ha sbattuto contro la staccionata posizionata 6-7 metri fuori dal tracciato. Raggiunto immediatamente grazie all’elisoccorso, l’azzurro delle Fiamme Gialle è stato subito ricoverato nel reparto di terapia intensiva e indotto al coma farmacologico. Col passare delle ore, però, il fisico di Franzoso non ha retto ai danni creati dal trauma”.
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