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Ex Mossi & Ghisolfi: la Corte d’Appello condanna Versalis al reintegro di 12 lavoratori e a un maxi risarcimento
L’azienda del Gruppo Eni condannata al pagamento di oltre 3 milioni di euro
CRESCENTINO – Si chiude dopo sette anni una complessa vertenza sindacale e giudiziaria che affonda le sue radici nel crac di uno dei colossi della chimica italiana. La Corte d’Appello di Torino ha infatti condannato Versalis (società chimica del gruppo Eni) a reintegrare 12 lavoratori della ex Mossi & Ghisolfi.
Oltre al reintegro sul posto di lavoro, i giudici torinesi hanno stabilito per l’azienda un onere finanziario pari ad una somma complessiva di oltre 3 milioni di euro, a copertura delle retribuzioni arretrate e dei risarcimenti accumulati in questi sette anni di battaglia legale.
L’acquisizione del 2018: il salvataggio della chimica verde
L’origine della vertenza risale al 2018, quando Versalis acquisì i rami d’azienda relativi alle attività “bio” della Mossi & Ghisolfi attraverso un’asta indetta dal Tribunale Fallimentare di Alessandria. L’offerta del gruppo Eni, l’unica pervenuta, riguardava quattro aziende specializzate nella chimica verde: Biochemtex, Beta Renewables, Ipb (Italian Bio Products) e Ipb energia.
All’epoca, l’operazione permise di far tirare un sospiro di sollievo a circa 200 addetti impiegati nelle sedi di Tortona e Crescentino, salvaguardando un importante polo produttivo. Il prezzo base dell’operazione fu fissato a 80 milioni di euro, a cui si aggiunsero l’accollo dei Trattamenti di Fine Rapporto (Tfr) per 963mila euro e una componente variabile fino a 20 milioni di euro legata ai ricavi del quinquennio successivo.
Un asset strategico per le tecnologie rinnovabili
L’interesse di Versalis era rivolto all’inestimabile know-how tecnologico sviluppato dal gruppo piemontese, d’altronde nel pacchetto acquisito spiccavano tecnologie all’avanguardia di seguito illustrate:
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Proesa: utilizzata su scala industriale nella bioraffineria di Crescentino per la produzione di biocarburanti (biofuel) e biochemicals a partire da biomasse.
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Greg: focalizzata sulla produzione di polioli per l’idrogenazione di zuccheri di seconda generazione.
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Moghi: dedicata alla sintesi di idrocarburi aromatici e carburanti per l’aviazione sfruttando la lignina, un sottoprodotto di altri processi chimici.
Un tale portafoglio ha permesso a Versalis di sviluppare una piattaforma integrata fondamentale per la propria strategia di sviluppo nelle energie rinnovabili.
Il declino del colosso
Il passaggio delle attività italiane a Versalis è stato solo uno dei capitoli finali del crollo della Mossi & Ghisolfi. Fino a pochi anni prima, M&G era il secondo gruppo chimico in Italia e uno dei principali produttori mondiali di PTA (Acido Tereftalico Purificato) e PET (Polietilene Tereftalato). Tuttavia, una profonda crisi finanziaria ha costretto la società ad alienare progressivamente tutti i propri asset globali e a cedere gli impianti a gruppi internazionali.
Oggi, con la sentenza della Corte d’Appello torinese, si chiude anche una delle ultime, dolorose ferite occupazionali lasciate aperte da quel default.
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