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CronacaTorino

Torino, due falsi carabinieri arrestati mentre truffano anziani: recuperati gioielli e denaro

La Polizia di Stato ricorda che nessun appartenente alle forze dell’ordine chiede denaro, gioielli o altri beni da verificare o ritirare a domicilio

Gabriele Farina

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TORINO – Due arresti in pochi giorni, due anziane vittime finite nel mirino di una tecnica criminale sempre più sofisticata e un ingente bottino recuperato prima che potesse sparire. È il bilancio di due operazioni condotte dalla Squadra Mobile della Polizia di Stato di Torino nell’ambito di una più ampia attività di contrasto ai reati predatori ai danni delle persone anziane e delle fasce più vulnerabili della popolazione.

In entrambi i casi gli investigatori sono riusciti a intervenire in flagranza, bloccando i presunti responsabili subito dopo i furti e restituendo alle vittime quanto sottratto.

Il primo arresto alla Crocetta

Nel primo episodio, avvenuto nei giorni scorsi nel quartiere Crocetta, gli agenti hanno individuato nei pressi della stazione di Torino Porta Nuova un uomo di 41 anni che si aggirava con atteggiamento sospetto. Dopo averne monitorato gli spostamenti, i poliziotti lo hanno seguito fino a via Vespucci.

L’uomo è rimasto per alcuni minuti nei pressi di uno stabile prima di riuscire a entrare nell’abitazione di un anziano. Poco dopo è uscito frettolosamente tentando di allontanarsi, ma è stato bloccato dagli investigatori.

Durante la perquisizione sono stati trovati quattro anelli d’oro e 1.100 euro in contanti appena sottratti alla vittima.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, l’anziano era stato contattato telefonicamente da un falso capitano dei Carabinieri che gli aveva raccontato di una rapina avvenuta nel centro di Torino e del ritrovamento di un suo documento. Con il pretesto di effettuare accertamenti, il truffatore aveva convinto la vittima a raccogliere tutti gli oggetti preziosi presenti in casa. Nel frattempo il complice si era introdotto nell’appartamento per impossessarsene.

L’arresto ha permesso di recuperare integralmente la refurtiva e restituirla al proprietario.

Colpo da 50 mila euro sventato in corso Unione Sovietica

Ancora più consistente il bottino recuperato nel secondo intervento, sempre maturato grazie a un’attività di osservazione e pedinamento avviata dagli investigatori della Squadra Mobile.

Anche in questo caso gli agenti avevano notato un uomo aggirarsi con fare sospetto nella stazione di Porta Nuova. Dopo averlo seguito a bordo di un taxi fino a un condominio di corso Unione Sovietica, hanno atteso che uscisse dall’edificio per intervenire.

La perquisizione ha consentito di recuperare numerosi gioielli e orologi del valore stimato di circa 50 mila euro, sottratti pochi minuti prima a un’anziana residente. Tra gli oggetti recuperati figurava persino la fede nuziale che la donna indossava fino a poco prima del furto.

Le indagini hanno evidenziato un sistema particolarmente elaborato. La vittima era stata contattata da un falso appartenente alla Guardia di Finanza che, facendo leva sulla paura e sull’urgenza della situazione, aveva riferito di presunti accertamenti riguardanti il marito e il possibile utilizzo dei suoi documenti in attività criminali.

Contemporaneamente il coniuge era stato convinto ad allontanarsi dall’abitazione con il pretesto di recarsi in caserma per alcune verifiche. Rimasta sola e mantenuta costantemente al telefono, la donna era stata persuasa a raccogliere tutti i preziosi presenti in casa per una presunta verifica da parte delle forze dell’ordine.

Poco dopo si era presentato alla porta un uomo qualificandosi come carabiniere. Approfittando dello stato di agitazione della vittima, era riuscito a impossessarsi dei gioielli prima di essere fermato dagli investigatori.

Le immagini generate con l’intelligenza artificiale

Nel corso degli accertamenti, gli agenti hanno inoltre scoperto che il sospettato custodiva sul proprio dispositivo alcune immagini digitali nelle quali appariva indossando uniformi riconducibili a diverse forze dell’ordine.

Secondo gli investigatori, le immagini, realizzate con elevata qualità e probabilmente anche mediante strumenti di intelligenza artificiale, sarebbero state utilizzate per rafforzare la credibilità della messinscena e conquistare più facilmente la fiducia delle vittime.

L’appello della Polizia

Le due vicende confermano come le truffe agli anziani continuino a rappresentare un fenomeno particolarmente insidioso. I criminali fanno leva su paura, senso di urgenza e fiducia nelle istituzioni per indurre le vittime a consegnare denaro e oggetti di valore.

La Polizia di Stato ricorda che nessun appartenente alle forze dell’ordine chiede denaro, gioielli o altri beni da verificare o ritirare a domicilio. In presenza di telefonate sospette è fondamentale interrompere la conversazione, non aprire la porta a sconosciuti e contattare immediatamente il Numero Unico di Emergenza 112 per effettuare le necessarie verifiche.

Gli investigatori invitano inoltre familiari e parenti a parlare con anziani e persone fragili di queste tecniche di raggiro, affinché possano riconoscerle e difendersi da tentativi di truffa sempre più sofisticati.

Per entrambi gli arrestati il procedimento penale è attualmente nella fase delle indagini preliminari e vige il principio della presunzione di non colpevolezza fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.

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