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Ventotene, i giovani piemontesi della “GenerAzione Ponte” in viaggio per l’Europa del futuro

Il Festival si svolge a Ventotene, luogo simbolo dove Spinelli redasse uno dei Manifesti fondanti dell’Unione Europea

Chiara Scerba

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VENTOTENE – Sabato 30 maggio è partita dal capoluogo piemontese la nona edizione del Festival dell’Europa Solidale e del Mediterraneo, la rassegna culturale che fino al 2 giugno mette al centro i valori della pace, dell’integrazione e del superamento dei nazionalismi.

Il viaggio è iniziato ufficialmente sotto la Mole con la tavola rotonda “Italianità, ottant’anni di Repubblica”, patrocinata dal Comune di Torino. Subito dopo, la delegazione si è imbarcata verso l’isola laziale che ad oggi rappresenta il luogo simbolo della memoria europea dove Altiero Spinelli redasse lo storico Manifesto.

Chi è “GenerAzione Ponte”, la delegazione torinese

A promuovere e guidare il Festival è GenerAzione Ponte, una realtà torinese sostenuta dalla Compagnia di San Paolo e patrocinata dall’Istituto di Studi Federalisti “Altiero Spinelli”, attiva da anni sul territorio in campagne di cittadinanza attiva, dialogo interreligioso e sensibilizzazione nelle scuole.

L’associazione è volta a valorizzare il protagonismo della cosiddetta “generazione ponte” (i giovani della diaspora e i giovani europei) per stimolare nuovi processi di cittadinanza partendo proprio dalla ricchezza di una Torino plurale e multiculturale.

Il tema 2026

L’edizione 2026 si sviluppa attorno al filone delle “Utopie Concrete”. In un contesto segnato dall’80° anniversario delle prime elezioni libere a suffragio universale in Italia, il festival esplora come i sogni politici e sociali possano tradursi in pratiche reali.

Con questo evento“vogliamo portare una riflessione sul ruolo dei nuovi cittadini italiani ed europei, rifugiati salvati e accolti, e su come possano essere veri protagonisti di un progetto rinnovato di pace” spiegano Abdullahi Ahmed, ideatore del festival, e il presidente Francesco Miacola. L’idea cardine è che il modello di pace prospettato dal Manifesto di Ventotene possa diventare uno strumento contemporaneo da esportare e rivolgere ai giovani di quei Paesi che oggi vivono guerre e conflitti fratricide.

Il programma e le curiosità

Quattro giorni in un laboratorio di idee attraverso conferenze, workshop, percorsi storici e momenti artistici di strada affiancati da dibattiti con giornalisti, esperti e personalità che ricoprono ruoli di responsabilità presso le istituzioni europee e le Nazioni Unite.

I tavoli di lavoro affrontano tematiche di strettissima attualità divisesi in due macro-aree:

  • Cambiamento sociale interno: focus dedicati all’analisi del disinteresse e della disillusione politica tra i giovani, al potere dei media e delle narrazioni contemporanee, e al ruolo centrale delle donne nei processi di mutamento sociale.

  • Scenari geopolitici e globali: i giovani si confronteranno sul perdurare della guerra in Ucraina, sul conflitto israelo-palestinese, sui nuovi equilibri nel Golfo Persico e sui piani di riarmo dei Paesi in pace. Uno spazio importante sarà dedicato anche all’impatto e al potere delle Big Tech e dell’Intelligenza Artificiale all’interno delle contese democratiche, cercando di immaginare il ruolo che l’UE avrà nei prossimi decenni nell’area del cosiddetto “Mediterraneo allargato”.

Un festival che unisce la memoria alla necessità di produrre narrazioni positive, ricordando che il Mediterraneo, oggi tragico teatro di crisi umanitarie legate alla libertà di movimento, deve tornare a essere un crocevia generativo di culture e innovazione.

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