Seguici su

AmbienteTorino

Colle del Nivolet, tornano gli accessi contingentati: traffico ridotto del 40% nel primo anno

L’accesso sarà consentito a un massimo di 350 veicoli al giorno, comprese le moto. Per salire sarà necessario prenotare online e acquistare la Nivolet Card, al costo di 10 euro.

Pubblicato

il

COLLE DEL NIVOLET – Dopo la sperimentazione del 2025, anche quest’estate tornano gli accessi contingentati al Colle del Nivolet. Il progetto “Nivolet: un passo alla volta” viene confermato con alcune modifiche al calendario, dopo i risultati ottenuti lo scorso anno, quando il traffico privato verso la Piana del Nivolet si è ridotto di oltre il 40% rispetto al 2024.

La regolamentazione interessa l’ultimo tratto della Strada Provinciale 50, dal Lago Serrù alla Piana del Nivolet, e nasce dalla collaborazione tra Parco Nazionale Gran Paradiso, Città metropolitana di Torino, Regione Valle d’Aosta e i Comuni di Ceresole Reale e Valsavarenche.

Come funziona la regolamentazione

L’accesso sarà consentito a un massimo di 350 veicoli al giorno, comprese le moto. Per salire sarà necessario prenotare online e acquistare la Nivolet Card, al costo di 10 euro.

La limitazione entrerà in vigore dal 4 luglio in tutti i fine settimana del mese, poi dal 27 luglio al 30 agosto tutti i giorni e infine nei primi due fine settimana di settembre, quando negli ultimi anni si è registrata ancora una forte presenza di visitatori.

Tre giornate senza auto

Sono inoltre previste tre giornate di chiusura totale al traffico privato: il 27 giugno per il Nivolet Bike Day, il 25 luglio per il Fitwalking Day e il 21 agosto, in occasione di un evento transfrontaliero del progetto europeo Interreg BiodivTourAlps.

Tra le novità del 2026 figurano anche il potenziamento delle navette gratuite e l’installazione di un punto wi-fi a Chiapili Inferiore, nei pressi del parcheggio prima del Bar Lo Sciatore, per consentire ai visitatori di acquistare la Nivolet Card prima di raggiungere il varco del Serrù e incentivare l’utilizzo del trasporto pubblico.

Parallelamente è stato avviato uno studio affidato a Ires Piemonte e Ircres-Cnr per valutare gli effetti economici e sociali della regolamentazione sul territorio.

“I risultati del primo anno dimostrano che è possibile conciliare la tutela dell’ambiente con la fruizione della montagna”, commenta il presidente del Parco Nazionale Gran Paradiso, Mauro Durbano, sottolineando come il progetto proseguirà anche nei prossimi anni con l’obiettivo di migliorare progressivamente il sistema sulla base dei dati raccolti e del confronto con il territorio.

Google News Rimani aggiornato seguendoci su Google News!
SEGUICI

Iscriviti al canale WhatsApp, segui la nostra pagina Facebook e continua a leggere Quotidiano Piemontese

E tu cosa ne pensi?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *