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Latte materno donato per aiutare i neonati prematuri: a Cuneo parte la raccolta a domicilio
Dietro questa iniziativa ci sono storie di coraggio e solidarietà, come quella di Sonia, mamma di tre bambini, che nel settembre 2025 ha vissuto un’esperienza intensa e delicata
CUNEO – Un gesto d’amore che diventa cura, speranza e sostegno concreto per i neonati più fragili. All’Azienda Ospedaliera S. Croce e Carle prende forma un progetto dal forte valore umano e sanitario: la raccolta a domicilio del latte materno donato, destinato ai piccoli pazienti ricoverati nella Terapia Intensiva Neonatale.
Dietro questa iniziativa ci sono storie di coraggio e solidarietà, come quella di Sonia, mamma di tre bambini, che nel settembre 2025 ha vissuto un’esperienza intensa e delicata. I suoi gemelli, Ettore e Amedeo, hanno deciso di nascere con un mese di anticipo all’Ospedale Santa Croce e Carle. Prematuri, hanno dovuto trascorrere un periodo nella Terapia Intensiva Neonatale per affrontare alcune criticità.
Per Sonia, già mamma di una bimba di 3 anni, il tema dell’allattamento è stato centrale fin dai primi giorni.
«Avevo allattato la sorellina per due anni e desideravo dare il mio latte anche ai fratellini. All’inizio erano poche gocce, ma come mi disse l’ostetrica, ogni goccia è una speranza».
Con il passare delle settimane il latte è aumentato e Sonia ha scelto di compiere un gesto di grande generosità, diventando donatrice.
«Per un mese e mezzo tutto il latte che non andava a Ettore e Amedeo veniva consegnato in TIN e congelato. Aiutare gli altri mi dava forza».
La sua storia rappresenta il volto concreto della solidarietà tra mamme, un aiuto prezioso per tante famiglie che si trovano ad affrontare il difficile percorso della prematurità.
L’Azienda Ospedaliera S. Croce e Carle è da tempo impegnata nella promozione dell’allattamento materno e, dal 2025, ha ottenuto il riconoscimento nazionale di “Punto Nascita per l’Allattamento”, nell’ambito di un progetto supervisionato dalle principali società scientifiche e dal Ministero della Salute.
La Struttura di Neonatologia e Terapia Intensiva Neonatale dell’ospedale cuneese accoglie non solo neonati fisiologici, ma anche bambini gravemente prematuri. Per questi piccoli pazienti il latte materno è ancora più importante: rappresenta un supporto fondamentale in una fase estremamente delicata della vita e contribuisce in modo significativo alla prevenzione di numerose complicanze.
Quando il latte della mamma non è sufficiente?
Non sempre, però, il latte della mamma è disponibile. Ed è proprio qui che entra in gioco la rete delle donatrici.
Dal 2023, grazie alla collaborazione tra la Terapia Intensiva Neonatale di Cuneo e la Banca del Latte Umano Donato dell’Ospedale Sant’Anna, con il sostegno dell’Voglia di Crescere Onlus, è attivo un servizio che garantisce latte materno donato sicuro e di qualità per i neonati prematuri o patologici che non possono ricevere quello della madre.
Ora il progetto si rafforza ulteriormente con una novità importante: la raccolta domiciliare del latte materno donato.
Grazie alla collaborazione con enti e associazioni del territorio cuneese, le mamme donatrici non saranno più costrette a spostarsi per consegnare il latte alla Terapia Intensiva Neonatale. Una soluzione pensata per ridurre disagi logistici, particolarmente rilevanti in un territorio vasto come quello della provincia di Cuneo.
«Questi progetti – spiega Andrea Sannia, direttore della Terapia Intensiva Neonatale di Cuneo – sono estremamente importanti da un punto di vista clinico per i nostri neonati prematuri, ma danno anche un senso di umanizzazione molto forte in un ambiente altamente tecnologico come quello della TIN. La donazione del latte materno per un bimbo prematuro ricoverato è un gesto di generosità e di grande solidarietà tra mamme».
Sottolinea il valore dell’iniziativa anche Franco Ripa, direttore generale dell’ospedale cuneese.
«Il progetto raccolta latte a domicilio rappresenta un’iniziativa lodevole per il valore clinico e sociale e rientra tra le buone pratiche che il nostro ospedale coltiva da tempo in tutti gli ambiti della cura e dell’assistenza».
Anche dalla Regione arriva un forte sostegno. L’assessore alla Sanità Federico Riboldi evidenzia l’importanza di percorsi sempre più umani e vicini ai pazienti.
«Sono iniziative da incoraggiare perché umanizzano i percorsi di cura, coinvolgendo enti, fondazioni e associazioni in collaborazioni proficue. Il progetto di raccolta del latte materno in TIN dimostra quanto siano importanti le sinergie tra soggetti diversi e quanto anche i singoli gesti di generosità possano rafforzare il senso di appartenenza al sistema sanitario».
In un reparto dove tecnologia, competenza e urgenza scandiscono ogni giornata, la donazione del latte materno diventa così molto più di un supporto nutrizionale: è un ponte di solidarietà tra famiglie, un aiuto concreto per i più piccoli e una testimonianza potente di cura condivisa.
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