Seguici su

CronacaTorino

“Mi hanno negato la precedenza alle Poste perché non avevo il bastone”: la denuncia di una torinese con disabilità non evidente

L’episodio evidenzia una scarsa conoscenza delle cosiddette disabilità invisibili

Pubblicato

il

TORINO – “Mi è stato detto che la precedenza spetta solo a chi usa stampelle o bastoni”. È la denuncia di Michela Farabella, torinese di 52 anni, che racconta di essersi vista negare l’accesso prioritario all’ufficio postale di via Issiglio nonostante avesse esibito la Disability Card europea.

La donna, che ha un’invalidità civile riconosciuta dell’80% ed è beneficiaria della Legge 104, sostiene di aver spiegato agli operatori la propria condizione, senza però ottenere il servizio prioritario.

“Una risposta che mi ha profondamente ferita”, racconta. Farabella spiega di convivere con gravi patologie croniche invalidanti, di essere sottoposta a terapie con anticorpi monoclonali e di soffrire di una cardiopatia. «Non utilizzo sempre un bastone, ma questo non significa che la mia disabilità sia meno grave o il mio dolore meno reale».

Secondo la nostra lettrice, l’episodio evidenzia una scarsa conoscenza delle cosiddette disabilità invisibili, quelle condizioni che non presentano segni esteriori evidenti ma incidono profondamente sulla vita quotidiana.

“Trovo preoccupante che nel 2026 si continui a identificare la disabilità solo con ciò che si vede”, afferma. “Molte persone convivono con malattie oncologiche, neurologiche, autoimmuni, cardiache o respiratorie che non sono immediatamente riconoscibili, ma comportano ugualmente importanti limitazioni”.

Farabella richiama anche il ruolo della Disability Card, introdotta proprio per semplificare il riconoscimento della condizione di disabilità e agevolare l’accesso ai servizi. “Se chi la esibisce viene comunque sottoposto a una valutazione soggettiva basata sull’aspetto fisico, il suo significato viene completamente svuotato”.

La donna ha deciso di rendere pubblica la vicenda perché, sottolinea, “non riguarda solo me, ma migliaia di persone che ogni giorno si trovano costrette a giustificare la propria malattia e la propria disabilità davanti a perfetti sconosciuti”.

Google News Rimani aggiornato seguendoci su Google News!
SEGUICI

Iscriviti al canale WhatsApp, segui la nostra pagina Facebook e continua a leggere Quotidiano Piemontese

E tu cosa ne pensi?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *