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L’Istituto di Candiolo compie 30 anni e diventa INOC: piano da 250 milioni per il futuro della ricerca oncologica

Tra gli interventi principali è previsto un ampliamento di 35 mila metri quadrati, che porterà la superficie complessiva dell’istituto a superare i 95 mila metri quadrati entro il 2035

Gabriele Farina

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CANDIOLO – Un nuovo nome, un grande investimento e una visione ambiziosa per il futuro della lotta contro il cancro. L’Istituto di Candiolo IRCCS celebra i suoi 30 anni di attività segnando una svolta storica: da oggi si chiamerà INOC, Istituto Nazionale Oncologico Candiolo.

L’annuncio è stato dato a Roma, presso il Ministero della Salute, alla presenza del ministro Orazio Schillaci. Contestualmente è stato presentato un ambizioso piano di sviluppo decennale sostenuto con 250 milioni di euro dalla Fondazione Allegra Agnelli per la Ricerca sul Cancro, nuova denominazione assunta dalla storica Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro.

L’obiettivo è rafforzare ulteriormente la capacità di ricerca scientifica e l’impatto clinico della struttura, già considerata un punto di riferimento nazionale e internazionale nel campo dell’oncologia.

A sottolineare il significato di questo passaggio è stata Allegra Agnelli, presidente della Fondazione, che ha ribadito la centralità della missione dell’istituto.

“Dare concretezza al sogno di sconfiggere il cancro significa trasformare la speranza in strumenti sempre migliori di ricerca e cura al servizio del paziente”, ha dichiarato.

Allegra Agnelli ha inoltre ricordato come l’istituto sia nato come un luogo al servizio della collettività, fondato su valori di eccellenza, accessibilità e umanità.

“L’Istituto di Candiolo è nato come luogo della comunità e per la comunità, fondato su valori di eccellenza, umanità, accessibilità e fiducia. In questi quarant’anni sono stati fatti passi da gigante e abbiamo contribuito al superamento dell’aggettivo ‘incurabile’, diventando protagonisti di un cambio di paradigma epocale”.

Il nuovo piano strategico prenderà il via in autunno e ridisegnerà il futuro della struttura. Tra gli interventi principali è previsto un ampliamento di 35 mila metri quadrati, che porterà la superficie complessiva dell’istituto a superare i 95 mila metri quadrati entro il 2035.

Il progetto include anche la realizzazione di nuove sale operatorie e l’aggiunta di 50 posti letto accreditati, che si sommeranno ai 150 attualmente disponibili.

A illustrare nel dettaglio il cuore operativo dell’espansione è stato Salvatore Nieddu, direttore generale di INOC.

“Cuore operativo del progetto sarà la nuova piastra tecnologica, progettata per evolversi nel tempo. Ospiterà l’imaging diagnostico integrato e fino a 15 sale operatorie ad alta tecnologia, destinate alla chirurgia maggiore robotica e mininvasiva e all’interventistica endoscopica avanzata”.

L’investimento punta quindi non solo a espandere gli spazi, ma soprattutto a potenziare le tecnologie e la capacità di offrire cure sempre più avanzate, personalizzate e tempestive.

Anche Andrea Agnelli ha evidenziato il valore unico del modello Candiolo nel panorama sanitario italiano.

“INOC è l’unico centro italiano di ricerca e cura sul cancro al servizio della sanità pubblica interamente realizzato grazie al sostegno di donatori. Un modello virtuoso a disposizione di tutti che garantisce sostenibilità, indipendenza e capacità di investimento nel lungo periodo”.

Per Andrea Agnelli, la nuova identità rappresenta molto più di un cambio di denominazione.

“Non è solo un nuovo nome, ma il passaggio a un punto di riferimento oggi diventato una realtà di eccellenza riconosciuta anche a livello internazionale”.

Con il passaggio a INOC, il centro di Candiolo apre dunque una nuova fase della propria storia: una trasformazione che punta a consolidare il suo ruolo tra i poli oncologici più avanzati d’Europa, mettendo al centro innovazione, ricerca e cura del paziente.

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