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E’ morta a 101 anni Maria Bria, la quarta sorella del Trio Lescano

Per sei anni, fino al 1952, si esibì nei teatri italiani e internazionali indossando gli abiti di scena della cantante che aveva sostituito

Gabriele Farina

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TORINO – Si è spenta a Torino, all’età di 101 anni, Maria Bria, la donna che per anni fece parte in incognito del celeberrimo Trio Lescano. Con la sua scomparsa se ne va anche l’ultimo legame con una delle formazioni musicali più iconiche della storia italiana, il trio vocale che tra gli anni Trenta e Cinquanta rivoluzionò la musica leggera e lo swing nel nostro Paese.

Maria Bria ha rappresentato per decenni uno dei paradossi più affascinanti della canzone italiana: essere una protagonista assoluta, pur restando nell’ombra. Per questo fu definita la “voce senza volto”, oppure la “quarta Lescano”.

La sua straordinaria storia artistica inizia nel 1946, nel difficile dopoguerra. Una delle tre sorelle fondatrici del gruppo, Caterina Lescano, decise infatti di lasciare definitivamente la formazione. Il Trio Lescano, nato dall’unione delle sorelle Sandra, Judith e Kitty Leschan, di origine italo-olandese, era già un fenomeno di massa grazie a successi immortali come Tulipan e Maramao perché sei morto?.

La partenza di Caterina rischiava di mettere fine a una macchina perfetta. Per evitare lo scioglimento immediato, le altre due sorelle, Alessandra e Giuditta, insieme al maestro torinese Piero Pavesio, presero una decisione sorprendente: trovare una sostituta capace di entrare nel gruppo senza che il pubblico se ne accorgesse.

La scelta cadde su una giovanissima torinese, Maria Bria, allora appena ventunenne. Aveva una straordinaria somiglianza fisica con Caterina e soprattutto una voce perfettamente compatibile con quella del trio: un soprano leggero capace di integrarsi in modo impeccabile nelle celebri armonizzazioni vocali delle Lescano.

Da quel momento Maria divenne, letteralmente, Caterinetta.

Per sei anni, fino al 1952, si esibì nei teatri italiani e internazionali indossando gli abiti di scena della cantante che aveva sostituito. Il pubblico non si accorse mai dello scambio. Del resto, in quegli anni il Trio Lescano veniva ascoltato soprattutto via radio, e la magia passava prima di tutto dalla voce.

Ma quella scelta aveva un prezzo altissimo. A Maria Bria non fu mai permesso di comparire con il proprio nome sui cartelloni, né di concedere interviste. Cantava davanti a platee gremite, contribuiva al successo di una formazione leggendaria, ma doveva restare invisibile.

Con lo scioglimento definitivo del Trio Lescano, nel 1952, Maria Bria lasciò il palcoscenico e tornò a una vita ordinaria. A Torino lavorò per decenni come impiegata del Comune, custodendo nel silenzio uno dei segreti più incredibili della musica italiana.

Per quasi mezzo secolo, pochissimi seppero la verità.

Il sipario si riaprì soltanto nel 2000, quando Paolo Limiti la invitò in televisione. Maria portò con sé fotografie, documenti e ricordi di quegli anni straordinari. L’Italia scoprì finalmente il volto dietro quella voce rimasta nascosta così a lungo.

Anche la figlia Alba ha contribuito a raccontarne la storia nel libro I miei Tu-li-pan.

Nel 2025 Maria Bria era stata festeggiata dalle istituzioni torinesi in occasione del suo centesimo compleanno, un omaggio a una figura rimasta per troppo tempo ai margini del racconto ufficiale della musica italiana.

Oggi, con la sua scomparsa in una casa di riposo torinese, resta l’eredità di una storia unica: quella di una donna che ha contribuito a far sognare intere generazioni senza mai chiedere applausi, copertine o celebrità.

Resta il ricordo di una voce invisibile, capace di attraversare il tempo.

E di una pagina straordinaria della musica italiana che, grazie a Maria Bria, non verrà dimenticata.

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