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Torino, la nuova Sindone Visio-Tattile che propone un’esperienza immersiva e autentica
Fino a martedì 30 giugno 2026, il bassorilievo sarà esposto al pubblico all’interno del Museo del Sudario di Torino
TORINO – L’innovazione tecnologica incontra nuovamente religione e ricerca scientifica, aprendo una nuova frontiera nell’accessibilità del patrimonio storico-culturale con la Sindone Visio-Tattile, un’opera che segna un’evoluzione epocale nel percorso di studio e fruizione del sudario.
Presentata all’interno della Chiesa del Santissimo Sudario di Torino, il progetto raccoglie il testimone della prima Sindone tattile realizzata nell’anno 2000, che all’epoca rappresentò un’importante innovazione. A distanza di 26 anni, il progresso tecnologico e informatico ha permesso di compiere un salto di qualità scientifico e filantropico che propone come un percorso conoscitivo universale non indirizzato solo a individui con disabilità visive. L’esplorazione multisensoriale permette infatti a chiunque di percepire e comprendere i dettagli anatomici e i segni del trauma in modo inedito.
Fino a martedì 30 giugno 2026, il bassorilievo sarà esposto e accessibile al pubblico all’interno del Museo del Sudario di Torino, l’istituzione che dal 1598 si occupa della conservazione e dello studio della reliquia.
I pilastri scientifici del progetto
La realizzazione della Sindone Visio-Tattile è il risultato di un lavoro d’équipe transdisciplinare, come spiegato da Nello Balossino, direttore scientifico del Museo della Sindone. Lo sviluppo del modello in scala 1:1 (che riproduce frontalmente la figura impressa sul lenzuolo) ha unito le competenze di fisici, informatici e ingegneri, beneficiando degli studi condotti dai ricercatori dell’Università di Torino e del Politecnico di Torino.
Sotto il profilo strettamente tecnico e informatico, la transizione dall’immagine bidimensionale alla tridimensionalità ha seguito criteri rigorosi e l’utilizzo dell’immagine in bianco e nero ha permesso di far emergere particolari e sfumature non visibili nelle riproduzioni a colori.
Attraverso sofisticati algoritmi, le variazioni di luminosità e di intensità cromatica del Telo sono state tradotte matematicamente in microscopici livelli di rilievo geometrico. Questo processo ha reso tridimensionali elementi complessi come le colature di sangue, le lesioni e i dettagli anatomici.
Particolare l’aspetto della psicologia della visione, per il quale applicando i principi della psicologia visiva si associano colori specifici a diversi marcatori del tessuto. Chi vede può distinguere immediatamente, su base cromatica, le parti afferenti al tessuto di lino originale, le linee verticali delle bruciature storiche e l’impronta sindonica propriamente detta.
Un dettaglio rilevante per la completa esperienza è la scelta del materiale, infatti il bassorilievo è stato stampato in una speciale resina, volutamente ruvida e termicamente “calda”, selezionata per replicare al tatto la sensazione fisica della tessitura di un vero telo di lino.
L’accessibilità universale come metodo di indagine sensoriale
Al di là del rigore computazionale, l’iniziativa – supportata dalla Fondazione Carlo Alberto e presentata dal presidente della Confraternita del SS. Sudario, Massimo Borghesi – ridefinisce il concetto di inclusione e vuole dimostrare come l’abbattimento delle barriere sensoriali generi un nuovo paradigma di analisi per chiunque.
La caratteristica principale della Sindone Visio-Tattile risiede nella contemporaneità dell’esperienza che per i vedenti offre la possibilità unica di toccare con mano esattamente ciò che si percepisce con gli occhi, superando i limiti della sola osservazione visiva.
L’opera, pensata per essere itinerante, dopo la tappa torinese, sarà messa a disposizione in diverse altre località del Piemonte, tra cui Chiavasso, Bardonecchia e numerosi altri comuni.

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