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All’IIS Boselli di Torino tre dirigenti in due anni: 102 docenti scrivono all’Ufficio scolastico regionale

Lettera aperta: il Boselli non può vivere di precarietà

Gabriele Farina

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TORINO – All’IIS Boselli di Torino l’80% dei docenti di ruolo ha deciso di alzare la voce per denunciare una situazione definita ormai “non più sostenibile”. Sono infatti 102 insegnanti a tempo indeterminato ad aver sottoscritto una lettera indirizzata all’Ufficio Scolastico Regionale per il Piemonte e trasmessa anche alla dirigenza dell’istituto, chiedendo un intervento urgente per garantire stabilità nella guida della scuola.

Al centro della protesta c’è la questione della continuità dirigenziale. Negli ultimi due anni, l’istituto torinese ha infatti vissuto ben tre avvicendamenti alla guida scolastica. Un quadro che, secondo i firmatari, ha generato una situazione di forte instabilità, particolarmente problematica per una realtà complessa come il Boselli, articolata su quattro sedi e caratterizzata da una struttura organizzativa di grandi dimensioni.

A peggiorare ulteriormente il clima è stata la recente indicazione dell’istituto come “sede affidata per incarico nominale fino al 31 agosto 2028”, comunicazione pubblicata sul sito dell’Ufficio Scolastico Regionale per il Piemonte. Una prospettiva che, secondo i docenti, rischia di cristallizzare una situazione di precarietà gestionale ancora per diversi anni.

Nella lettera, gli insegnanti sottolineano come finora il funzionamento dell’istituto sia stato garantito soprattutto grazie al lavoro e al senso di responsabilità del personale docente e ATA. Una tenuta straordinaria che, però, non può più essere considerata una soluzione strutturale.

Il messaggio rivolto all’amministrazione scolastica è netto: serve una decisione chiara, definitiva e soprattutto rapida. I docenti chiedono che venga interrotta senza ulteriori rinvii una fase di incertezza che si trascina ormai da tempo e che si proceda a individuare una governance stabile per l’istituto.

Secondo i firmatari, il protrarsi di questa situazione sta già producendo conseguenze concrete sulla vita scolastica, con un progressivo indebolimento della capacità progettuale e organizzativa del Boselli. Un quadro che, sostengono, rischia di compromettere il regolare esercizio della funzione educativa di una scuola pubblica.

Per questo motivo i 102 docenti chiedono un intervento immediato da parte degli organi competenti, ritenendo non più rinviabile una soluzione capace di restituire stabilità, continuità e prospettive certe a una delle realtà scolastiche più articolate del capoluogo piemontese.

La lettera dei docenti

Lettera aperta: il Boselli non può vivere di precarietà

Ancora una volta l’istituto Boselli rischia di affrontare un nuovo anno scolastico senza quella stabilità dirigenziale che una scuola della sua dimensione e complessità meriterebbe.
Abbiamo scoperto dal sito dell’Ufficio Scolastico Regionale per il Piemonte che l’Istituto Boselli risulta indicato come “sede affidata per incarico nominale fino al 31 agosto 2028”.
Una formula amministrativa che forse dirà poco a chi non vive la scuola ogni giorno, ma che per noi, lavoratrici e lavoratori del Boselli, suona come un allarme.
Negli ultimi due anni il nostro istituto ha cambiato tre dirigenti. Tre. Una scuola articolata su quattro sedi, con centinaia di studenti e studentesse, decine di progetti, problematiche complesse e una forte responsabilità educativa verso il territorio, è stata costretta a ricominciare continuamente da capo.
Oggi tutto lascia pensare che il prossimo anno si possa ripartire nuovamente da zero, e che questa condizione di provvisorietà possa protrarsi ancora per anni. È una prospettiva che non possiamo più accettare in silenzio.
Una scuola come il Boselli avrebbe bisogno di continuità, di una guida stabile, di una visione che possa svilupparsi nel tempo. Invece si trova da troppo tempo a vivere in una condizione di incertezza permanente.
Eppure il Boselli ha continuato a funzionare. Ha retto grazie all’abnegazione quotidiana dei suoi lavoratori: docenti, personale ATA, collaboratori, assistenti amministrativi e tecnici. Ha retto grazie all’impegno di chi ogni giorno entra in classe, apre gli uffici, accoglie gli studenti, affronta problemi e cerca soluzioni senza clamore.
Ma la dedizione delle persone non può diventare l’alibi delle istituzioni.
Non si può chiedere a una comunità scolastica di ricominciare ogni anno da capo. Non si può pretendere che ogni settembre si debbano ricostruire relazioni, priorità, strategie e percorsi interrotti.
Non si può governare una scuola importante attraverso una successione di soluzioni temporanee.
Per questo chiediamo che qualcuno si assuma la responsabilità di questa scelta. Non è più sufficiente nascondersi dietro procedure, vincoli o formule amministrative. Le decisioni hanno conseguenze concrete sulla vita delle persone e sulla qualità dell’offerta formativa.
E rivolgiamo un appello anche a chi afferma di voler bene al Boselli. Se davvero si vuole il bene di questa scuola, occorre mettere al centro la comunità scolastica e non interessi, posizioni o convenienze personali. Talvolta voler bene a un’istituzione significa avere il coraggio di fare un passo indietro, o di lato, affinché prevalga una soluzione capace di garantire stabilità e futuro.
Lo chiediamo per i ragazzi e le ragazze che frequentano questa scuola. Lo chiediamo per le loro famiglie. Lo chiediamo per i docenti e per il personale ATA che da anni sostengono il peso di una situazione che non hanno creato ma che affrontano ogni giorno con senso di responsabilità.
Lo chiediamo, soprattutto, per il valore stesso della scuola pubblica: una scuola costituzionale, inclusiva, democratica, presidio fondamentale di cittadinanza e di uguaglianza.
Il Boselli non ha bisogno di essere salvato dall’ennesima emergenza. Ha bisogno di essere rispettato.
Ha bisogno di una prospettiva. Ha bisogno di una guida stabile.
E ne ha bisogno adesso.

102 lavoratrici e lavoratori a tempo indeterminato, che hanno a cuore il futuro del Boselli.

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