AlessandriaCronaca
Scaffali dei supermercati vuoti, lavoratori in presidio e violenti tentativi di sgombero: continua lo sciopero al magazzino In’s di Tortona
I lavoratori hanno avviato uno sciopero con blocco totale delle attività. Una situazione non facile, fatta di sgomberi anche violenti, tensioni e feriti.
TORTONA – Prosegue ormai da diversi giorni lo sciopero, iniziato il 19 giugno, aperto dal Si Cobas Torino al magazzino In’s Mercato nel polo logistico di Tortona. Uno stato di agitazione che ha visto una dura mobilitazione dei lavoratori, con il blocco delle attività del magazzino, per migliori condizioni di vita e contro lo sfruttamento che da tempo il sindacato denuncia all’interno del sito.
Nella notte tra domenica 21 e lunedì 22 la protesta è esplosa: i lavoratori hanno avviato un presidio con blocco totale delle attività. Una situazione non facile, fatta di sgomberi anche violenti, tensioni e feriti.
I motivi dello sciopero
Lo sciopero, come riporta il sindacato, nasce dalle continue segnalazioni dei lavoratori riguardanti pressioni su ritmi/carichi/orario di lavoro, minacce e discriminazioni, aggressioni verbali, atteggiamenti intimidatori, attacchi agli iscritti e al sindacato, addirittura presunte registrazioni video effettuate nelle corsie operative durante l’attività lavorativa, continui spostamenti-rappresaglia di orario e reparto.
Da mesi i Si Cobas denunciano un clima lavorativo sempre più pesante e insostenibile, il padrone fa continue richieste di aumento della produttività, pressioni sui tempi e modalità gestionali che incidono negativamente sulle condizioni di lavoro e quindi colpiscono la salute e la dignità di chi ogni giorno garantisce il funzionamento del magazzino.
Nel corso dello sciopero, dopo il passaggio autorizzato di alcuni mezzi aziendali, il responsabile dell’impianto ha assunto un comportamento provocatoriamente aggressivo nei confronti dei lavoratori in presidio, scendendo dalla propria autovettura e dirigendosi con atteggiamento minaccioso contro i presenti nel tentativo di causare uno scontro fisico.
Si tratta di un episodio grave che descrive perfettamente il clima di intimidazione e arroganza contro cui si è mobilitato il sindacato a difesa di tutti i lavoratori
Un ennesimo comportamento antisindacale che conferma la fondatezza delle ragioni che hanno portato all’apertura dello stato di agitazione e alla successiva protesta.
Come organizzazione del movimento operaio non possiamo accettare che la salute, la sicurezza e la dignità dei lavoratori vengano sacrificate sull’altare del profitto.
Il SI Cobas non può accetta vessazioni e attacchi nei confronti di chi ogni giorno manda avanti questo magazzino con il sudato lavoro.
È stata la denuncia dei sindacati, poi tradotta nella richiesta di convocazione di un tavolo presso la prefettura di Alessandria che avrebbe, tra le altre cose, dovuto portare a un confronto sulla sicurezza e l’aumento del ticket. Dall’incontro però non è arrivata nessuna soluzione per i lavoratori In’s di Tortona. Lo sciopero quindi continua.
Una mobilitazione che sta mettendo in ginocchio il gigante dei discount In’s del gruppo supermercati Pam e che si riverbera anche sui cittadini che, una volta arrivati al supermercato per far spesa, si trovano davanti interi scaffali vuoti. Quello alessandrino infatti è un snodo fondamentale dei collegamenti tra i porti liguri con i mercati del nord Italia e nord Europa.
I tentativi di sgombero
Purtroppo sono stati segnalati dallo stesso Si Cobas anche tentativi violenti di sgombero del presidio, con intervento della polizia e persino il tentativo di un camion di forzare il blocco, con il rischio di investire i lavoratori che continuano con forza a rivendicare provvedimenti contro il capo responsabile della ditta Man Hand Work – che gestisce l’appalto per la nota catena di supermercati – accusato di minacce fisiche e verbali, provocazioni, insulti razzisti, riprese video illegali sul luogo di lavoro.
Un tentativo di sgombero ha visto la presenza massiccia della polizia durante un blitz nella notte di sabato 27 giugno, per interrompere il blocco dei cancelli. I lavoratori sono stati trascinati via di peso per le braccia.
Violenza poliziesca, repressione di stato, rappresaglia padronale: ecco la risposta della prefettura e della questura di Alessandria alle giuste richieste degli operai.
Prima le denunce, le multe e i fogli di via contro i sindacalisti: ora addirittura le camionette blindate della celere e gli agenti armati in assetto antisommossa nel tentativo di sgomberare i lavoratori pacificamente seduti per terra in protesta per salario, diritti e dignità.
Il capo responsabile continua a provocare gli operai e nella notte (il presidio è andato avanti per 17 ore) ha tentato maldestramente di aggredire gli scioperanti per di più un combutta con altri sgherri dell’azienda.
Inoltre, denunciamo che lavoratori operanti su altri appalti sono stati trasferiti a Tortona per sostituire illegalmente gli operai in sciopero.
Poi, il 25 giugno, un camion si è scagliato contro gli operai in sciopero, momento immortalato anche in un video. In tre sono finiti al pronto soccorso.
oggi un camion imbeccato dal padrone ha provato a investire i lavoratori manifestanti in protesta puntando a rompere il picchetto operaio che durava ormai quasi ininterrotto da più di 24 ore.
All’incontro in prefettura, ottenuto grazie a 5 giorni di sciopero e quintali di merce fresca che nessun operaio più scarica/carica dai camion, l’azienda non ha avuto altro da proporre che una lettera in cui si impegna a “gestire in maniera diversa”… la prossima aggressione di un capo contro un lavoratore.
Come organizzazione sindacale del movimento operaio ribadiamo chiaramente: non ci sarà una “prossima volta”, lo sciopero va avanti fino a che non verranno presi provvedimenti efficaci contro il responsabile delle aggressioni.
La mobilitazione continuerà senza sosta.
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