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Intelligenza artificiale e odontoiatria pubblica: al Mauriziano di Torino cure più precise e meno invasive per i pazienti fragili

La nuova tecnologia consente di realizzare immagini tridimensionali ad altissima precisione del cavo orale

Gabriele Farina

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TORINO – L’intelligenza artificiale entra ufficialmente nelle cure odontoiatriche del servizio sanitario pubblico piemontese. Al Mauriziano di Torino, la Struttura Complessa di Odontostomatologia ha introdotto nuove funzionalità basate sull’IA nello scanner intraorale già in dotazione al reparto, con l’obiettivo di migliorare l’assistenza ai pazienti più fragili.

La nuova tecnologia consente di realizzare immagini tridimensionali ad altissima precisione del cavo orale, riducendo in molti casi la necessità delle tradizionali impronte dentali con paste e cucchiai, spesso difficili da tollerare per bambini, persone con disabilità, pazienti con disturbi dello spettro autistico, pazienti oncologici e chirurgici.

La Struttura Complessa di Odontostomatologia del Mauriziano

La Struttura Complessa di Odontostomatologia del Mauriziano, diretta da Paolo Appendino, rappresenta una delle sole tre strutture ospedaliere pubbliche di odontoiatria presenti in Piemonte, insieme a quelle dell’ASL Città di Torino e dell’ASL Vercelli. Si tratta di un presidio di riferimento regionale per l’odontoiatria speciale: ogni anno registra circa 20.000 accessi ambulatoriali, segue 200 pazienti ortodontici ed eroga oltre 3.100 prestazioni dedicate alle persone con disabilità.

La missione della struttura è offrire cure odontoiatriche e ortodontiche altamente specialistiche a pazienti con necessità particolari, come bambini, persone con disabilità, pazienti oncologici, persone affette da gravi malocclusioni o patologie parodontali e pazienti che necessitano di trattamenti collegati a interventi chirurgici.

Lo scanner intraorale

Lo scanner intraorale, già presente da quattro anni nel reparto e recentemente aggiornato con nuove funzionalità software, permette di acquisire scansioni digitali estremamente dettagliate dell’intero cavo orale. Grazie all’intelligenza artificiale, le immagini vengono elaborate per ricostruire digitalmente l’anatomia dentale e supportare la pianificazione di trattamenti ortodontici e protesici.

Questo consente simulazioni molto accurate del risultato finale e una progettazione altamente personalizzata dei dispositivi terapeutici, dagli allineatori trasparenti alle protesi, fino alla pianificazione di interventi più complessi.

I benefici sono particolarmente significativi nei pazienti più fragili. Nei bambini, nelle persone con disturbi dello spettro autistico o con disabilità, l’impronta dentale tradizionale può infatti risultare invasiva e difficile da gestire. La scansione digitale consente invece di acquisire rapidamente le immagini, anche nei pazienti poco collaboranti, e di ricostruire successivamente un modello virtuale completo dell’arcata dentaria.

I percorsi dedicati di odontoiatria speciale

Accanto all’innovazione tecnologica, il Mauriziano ha sviluppato anche percorsi dedicati di odontoiatria speciale per migliorare l’accessibilità alle cure. Per i pazienti con disturbi dello spettro autistico vengono utilizzati strumenti di Comunicazione Aumentativa Alternativa (CAA) e “storie sociali” personalizzate, consultabili anche tramite tablet, per aiutare il paziente a familiarizzare con il percorso di cura e ridurre ansia e timori prima della visita.

«L’innovazione ha valore quando migliora concretamente la qualità delle cure – spiega Paolo Appendino –. Lo scanner intraorale ci permette di lavorare con maggiore precisione, ma soprattutto di offrire un’esperienza molto meno invasiva rispetto alle impronte tradizionali. Per molti bambini, per le persone con disabilità o con disturbi dello spettro autistico questo significa affrontare il percorso di cura con maggiore serenità».

Sulla stessa linea anche Franca Dall’Occo, direttore generale del Mauriziano: «Anche in un ambito altamente specialistico come l’odontoiatria, il servizio sanitario pubblico può essere protagonista nell’introdurre strumenti avanzati che migliorano la qualità delle cure e l’accessibilità dei percorsi assistenziali, con particolare attenzione ai pazienti più fragili».

A sottolineare il valore strategico dell’iniziativa è anche Federico Riboldi, assessore alla Sanità della Regione Piemonte: «L’esperienza del Mauriziano dimostra come l’intelligenza artificiale possa essere uno strumento al servizio di una sanità pubblica sempre più umana, capace di rendere le cure più precise, meno invasive e più accessibili».

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