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Torna anche nel 2026 il Piemonte Documenteur Film Fest: il festival dedicato al falso documentario.
Dal 22 al 29 agosto cinque troupe in azione tra Monforte d’Alba, Murazzano, Roddino, Rodello e Bene Vagienna
Torna anche nel 2026 il Piemonte Documenteur Film Fest: dal 22 al 29 agosto con cinque troupe in arrivo da tutta Italia si troveranno tra Monforte d’Alba, Murazzano, Roddino, Rodello e il nuovo borgo dell’edizione, Bene Vagienna, per inventare documentari intrecciando mezze verità, competenza, adrenalina e tanta ironia. Il titolo dell’edizione 2026 è “Il diavolo veste fake”
Il Festival nasce nel 2009 da un’idea di Carlotta Givo ed è un progetto a cura dell’associazione culturale Cinelabio: si tratta del primo festival europeo interamente dedicato al mockumentary, il falso documentario.
I selezionati del bando, che si è concluso con il mese di maggio, sono:
● Alessandro Garelli, Mattia Capone, Matteo Maggi (Troupe assegnata a Monforte d’Alba)
● Sonia Iacobone, Jessica Rodinò, Maura Bruno (Troupe assegnata a Bene Vagienna)
● Domenico Bruzzese, Bruno Ugioli, Mauro Mola (Troupe assegnata a Murazzano)
● Giacomo Sassi, Kevin Varbaro, Alice Rigosa (Troupe assegnata a Roddino)
● Gregorio Audasso, Giulio Angelino, Fabio Migliorini (Troupe assegnata a Rodello)
Storie inventate che sembrano vere e in realtà non lo sono, vicende improbabili tanto da apparire come possibili, salvo poi rivelare la loro goliardica natura di falsità costruite ad hoc, verità ambigue trasformate in scherzi, anche se sotto sotto qualcosa di autentico resta, tra personaggi, paesaggi, tradizioni e caratteristiche dei borghi che, insieme alle troupe, giocheranno per tutta la settimana a creare il falso documentario più credibile e originale che ci sia.
Spiega la direttrice del Festival Ilaria Chiesa
Quest’anno abbiamo una novità che ci permette di allargare il PDFF a nuove geografie. Avremo infatti un “comune ospite”, Rapolano Terme, in provincia di Siena, dove manderemo la troupe formata da Luca Penserino, Matteo Chenna, Fabrizio Lombardi, Marco Zoppi per un falso documentario che sarà fuori concorso. Ma non ci siamo dimenticati della comunità, che è anzi al centro del nostro progetto.
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