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Nefrologia dell’ASL AT, con “Hello Kidney” percorsi più rapidi verso il trapianto e assistenza personalizzata

Il progetto è stato sviluppato dalla Nefrologia diretta dal dottor Stefano Maffei, in collaborazione con la Direzione Medica di Presidio e la Direzione delle Professioni Sanitarie

Gabriele Farina

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ASTI – Percorsi più veloci per accompagnare i pazienti al trapianto di rene e un’assistenza sempre più personalizzata grazie al modello del Primary Nursing. È questo l’obiettivo raggiunto dalla Struttura complessa di Nefrologia dell’ASL AT con il progetto “Hello Kidney“, un nuovo modello organizzativo che ha già prodotto risultati concreti: il numero dei trapianti effettuati è infatti aumentato sensibilmente negli ultimi anni.

Dai 4 trapianti eseguiti nel 2024 si è passati a 11 nel 2025, mentre nei primi mesi del 2026 sono già stati effettuati 9 trapianti, confermando un trend in costante crescita.

Un percorso più rapido verso il trapianto

Il progetto è stato sviluppato dalla Nefrologia diretta dal dottor Stefano Maffei, in collaborazione con la Direzione Medica di Presidio e la Direzione delle Professioni Sanitarie.

Per i pazienti affetti da insufficienza renale cronica terminale, il trapianto rappresenta la migliore soluzione terapeutica disponibile. Prima di poter essere inseriti nella lista d’attesa, però, devono affrontare un lungo percorso di accertamenti specialistici per verificare l’assenza di patologie cardiovascolari, infettive o oncologiche che potrebbero controindicare l’intervento.

Fino al 2024 questa attività era affidata principalmente al nefrologo e non seguiva un percorso organizzativo standardizzato. Con Hello Kidney, invece, sono state create agende dedicate per visite ed esami, gestite direttamente dalla Nefrologia, grazie alla collaborazione con numerose strutture aziendali, tra cui Cardiologia, Chirurgia Generale, Chirurgia Vascolare, Pneumologia, Odontoiatria e Radiologia.

“Un cambio di vita radicale per uomini e donne, anche giovani, dopo una preparazione complessa e laboriosa portata a termine in tempi ravvicinati grazie alla nuova metodologia messa in campo da un’équipe multidisciplinare”, spiega il direttore della struttura, Stefano Maffei.

Il ruolo del Primary Nursing

Un altro elemento centrale del progetto è l’introduzione del Primary Nursing, un modello assistenziale che assegna a ogni paziente un infermiere di riferimento, responsabile del coordinamento dell’intero percorso di cura.

L’infermiere conosce la storia clinica della persona, ne identifica i bisogni, pianifica gli interventi insieme all’équipe e garantisce continuità assistenziale nel tempo, diventando un punto di riferimento anche per i familiari.

Secondo Katia Moffa, direttrice della Direzione delle Professioni Sanitarie (DiPsa), il Primary Nursing non modifica soltanto l’organizzazione del lavoro, ma cambia il modo stesso di prendersi cura del paziente, favorendo personalizzazione, continuità e una maggiore partecipazione della persona alla gestione della propria salute.

I benefici registrati

Il modello è stato progressivamente esteso anche ad altre strutture ospedaliere e territoriali dell’ASL AT, dall’Ospedale di Comunità di Nizza Monferrato fino alla rete delle Cure Palliative.

Il sistema di monitoraggio della DiPsa evidenzia risultati incoraggianti, con una riduzione delle cadute accidentali, un miglioramento nella prevenzione della malnutrizione ospedaliera, una maggiore attenzione al rischio di lesioni da pressione e un minore ricorso alla contenzione meccanica. Nelle Cure Palliative domiciliari si registra inoltre una diminuzione del carico assistenziale percepito dai caregiver.

La testimonianza dei pazienti

Attualmente la Dialisi dell’ASL AT segue 157 pazienti, effettuando circa 20 mila trattamenti ogni anno. Sono invece 130 i pazienti trapiantati di rene seguiti dalla struttura astigiana: la più giovane ha 21 anni, mentre il più anziano ne ha 86 e convive con il rene trapiantato da circa vent’anni.

Tra le testimonianze raccolte c’è quella di Antonio, nato nel 1963 e sottoposto a dialisi tre volte alla settimana.

“Avere un’infermiera di riferimento che ti segue nel tempo è una cosa bellissima. Gabriela ormai partecipa alla mia vita. Ma vale per tutti gli altri pazienti: ognuno ha il suo angelo custode. Qui si respira un clima sereno, c’è una squadra di qualità con molta professionalità e spirito di collaborazione”, racconta.

Un modello che interessa anche altre aziende sanitarie

L’esperienza sviluppata ad Asti sta attirando l’attenzione anche di altre realtà sanitarie. Il 30 luglio una delegazione di infermieri dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Novara ha visitato il reparto di Dialisi per approfondire l’organizzazione del percorso e confrontarsi sulle modalità di applicazione del Primary Nursing.

Per il direttore generale dell’ASL AT Giovanni Gorgoni, questo interesse rappresenta “un motivo di soddisfazione, ma soprattutto uno stimolo a proseguire con determinazione le innovazioni nei modelli di cura e assistenza”, valorizzando un’organizzazione che punta a rendere più efficienti i percorsi verso il trapianto e a migliorare l’esperienza di cura delle persone con malattia renale cronica.

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