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Stefano Rubaudo il torinese che guida la nazionale di nuoto in acque libere che domina agli europei di Parigi

Dopo una grande carriera da atleta Rubaudo ha creato un settore agonistico che sta dominando

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TORINO – Agli europei di nuoto stanno ottenendo grandi risultati i nuotatori nelle gare nelle acque libere. Prima ancora ci sono stati grandi successi nei mondiali e nelle Olimpiadi sempre dei nuotatori di fondo La squadra italiana è considerata una delle più forti del mondo sia nel settore maschile che in quello femminile. A capo del settore federale da molti anni è un torinese: Stefano Rubaudo che è diventato un tecnico dopo una ottima carriera da atleta.

Chi è Stefano Rubaudo?

Stefano Rubaudo, nato a Torino il 16 dicembre 1972, e dopo aver vissuto per anni in Brasile, rientra sotto la Mole dove ha iniziato la sua carriera  agonistica in vasca come fondista alla Libertas SAFA allenato da Corrado Rosso, morto nel 2024 , ma è nel nuoto in acque libere che ha trovato la sua dimensione sportiva.

Il suo primo grande risultato è arrivato nel 1991, quando ai campionati europei di Terracina diventa il primo nuotatore italiano a laurearsi campione continentale nel fondo, stravincendo la gara dei 5 km davanti all’altro italiano Davide Giacchino. In seguito partecipa ai mondiali di Roma nel 1994 piazzandosi ottavo alla 25 km. Nel 1995 e passato all’Aurelia Nuoto ed è entrato nel gruppo sportivo delle Fiamme Gialle nel 1996 allenandosi poi a Napoli.

Nel 1995, agli europei di Vienna, si piazza quinto nella 25 km e a quelli di Siviglia del 1997 arriva settimo nella 5 km e vince il titolo a squadre, Nel 2002 ottiene un bronzo nella 5 km agli europei di Berlino e un argento nella 5 km ai mondiali di Sharm el Sheikh accompagnato dal titolo a squadre. Nel 2003 partecipa ai mondiali di Barcellona piazzandosi quinto nella 5 km. Le ultime medaglie da atleta le conquista agli europei di Madrid del 2004 con un bronzo nella 5 km e il titolo a squadre.

Finita la carriera agonistica Rubaudo segue il suo percorso di appartenente a un gruppo sportivo militare come guardia di finanza prestando servizio per sette anni nella Direzione Investigativa Antimafia (DIA).

La carriera da allenatore

Poi ritorna la passione sportiva e Stefano Rubaudo torna alla Federazione Italiana Nuoto (FIN), prima come dirigente e poi come Coordinatore Tecnico del Settore Fondo, la struttura che guida la nazionale di nuoto in acque libere. Sotto la sua gestione, la nazionale di fondo ha vinto di tutto dai Giochi Olimpici ai Campionati del Mondo, fino agli Europei.

Su tutti spicca il percorso di Gregorio Paltrinieri, capace di conquistare il bronzo olimpico nella 10 km a Tokyo 2021, l’oro nella 10 km e l’argento nella 5 km ai Mondiali di Budapest 2022, l’argento iridato a Fukuoka 2023 e infine l’oro nella 10 km agli Europei di Belgrado 2024. A questi si affiancano i risultati di Domenico Acerenza, argento mondiale nella 10 km a Budapest 2022 e bronzo nella 5 km sia a Fukuoka sia a Doha. A completare il quadro contribuiscono i piazzamenti sul podio delle staffette, presenti tra le prime tre nazioni per cinque edizioni consecutive dei Mondiali, e la qualificazione di quattro atleti azzurri ai Giochi Olimpici di Parigi 2024: lo stesso Paltrinieri, Acerenza, Giulia Gabbrielleschi e Ginevra Taddeucci.

Agli Europei di Roma 2022 l’Italfondo porta a casa undici medaglie, quattro d’oro, quattro d’argento e tre di bronzo. Due anni dopo, agli Europei di Belgrado 2024, la squadra azzurra vince sia il medagliere sia la classifica per nazioni con tre ori, quattro argenti e due bronzi: oltre al già citato oro di Paltrinieri nella 10 km, arrivano i successi di Dario Verani e Barbara Pozzobon nella 25 km, gli argenti di Barbara Pozzobon nella 10 km, di Ginevra Taddeucci nella 5 km, di Matteo Furlan nella 25 km e della staffetta 4×1500, oltre ai bronzi di Marcello Guidi nella 5 km e di Giulia Gabbrielleschi nella 10 km.

Nel 2025, a Stari Grad, la nazionale conferma il proprio valore: oro di Paltrinieri nei 5 km maschili, oro di Ginevra Taddeucci nei 5 km femminili — che si aggiunge all’argento della stessa atleta nella 10 km — e argento nella staffetta 4×1500 per la squadra composta da Gabbrielleschi, Taddeucci, Guidi e Paltrinieri.

Alle Olimpiadi di Parigi 2024, nelle acque della Senna, arriva il bronzo di Ginevra Taddeucci nella 10 km, mentre l’Italia centra il miglior risultato olimpico di sempre nel fondo piazzando tre atleti su quattro tra le prime otto posizioni. L’anno successivo, ai Mondiali di Singapore 2025, Taddeucci conferma la propria crescita conquistando un poker di argenti nella 3 km, nella 5 km, nella 10 km e nella staffetta mista 4×1500 (insieme a Paltrinieri, Barbara Pozzobon e Marcello Guidi), mentre Paltrinieri aggiunge altri due argenti nella 5 km e nella 10 km, per un bottino complessivo di sei medaglie che va oltre le aspettative della vigilia.

Tra i risultati più recenti guidati dalla sua coordinazione tecnica si segnalano le prestazioni di atleti come Ginevra Taddeucci, Domenico Acerenza, Giulia Gabbrielleschi e Gregorio Paltrinieri, che hanno permesso all’Italia di ottenere il miglior risultato olimpico di sempre nel fondo ai Giochi di Parigi 2024, con tre atleti su quattro piazzati tra i primi otto. Anche ai Mondiali di nuoto in acque libere di Singapore 2025, la squadra guidata da Rubaudo ha centrato un bottino di sei medaglie, andando oltre le aspettative della vigilia.

Oltre ai risultati sportivi, Rubaudo si è distinto per le capacità organizzative dimostrate nella gestione delle tappe dei circuiti mondiali ed europei ospitate in Italia. In collaborazione con la Federazione, ha inoltre posto il tema dell’ecosostenibilità al centro dei progetti legati al movimento del nuoto di fondo, contribuendo a rendere questa disciplina un modello anche dal punto di vista della sensibilità ambientale.

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