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CronacaTorino

Torino, fugge in monopattino dalla Polizia: arrestato con crack e contanti

Durante la corsa, il fuggitivo avrebbe abbandonato il monopattino lanciandolo contro la volante

Gabriele Farina

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TORINO – Un inseguimento tra le vie del quartiere Vallette di Torino si è concluso con un arresto da parte della Polizia di Stato. Un uomo è stato fermato e arrestato con le accuse di detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio, resistenza a pubblico ufficiale e false dichiarazioni sull’identità personale.

I fatti sono avvenuti nel pomeriggio, intorno alle 17, quando una volante del Commissariato di Pubblica Sicurezza Madonna di Campagna stava transitando nel quartiere. Gli agenti hanno notato un giovane a bordo di un monopattino elettrico che, alla vista della pattuglia, avrebbe assunto un atteggiamento ritenuto sospetto.

Gli operatori hanno quindi deciso di procedere a un controllo, invitandolo a fermarsi per l’identificazione. Il giovane, però, invece di arrestare la marcia, avrebbe improvvisamente accelerato tentando di sottrarsi al controllo e dando vita a una fuga.

Durante la corsa, il fuggitivo avrebbe abbandonato il monopattino lanciandolo contro la volante, causando lievi danni alla carrozzeria, per poi proseguire la fuga a piedi. Dopo un breve inseguimento gli agenti sono riusciti a raggiungerlo e bloccarlo.

Nel corso delle operazioni di fermo, secondo quanto riferito dalla Polizia, l’uomo avrebbe opposto resistenza e avrebbe tentato di disfarsi di un oggetto che aveva in tasca. La successiva perquisizione personale ha permesso di rinvenire circa trenta involucri termosaldati contenenti crack, già suddivisi in dosi pronte per la cessione, oltre a una somma superiore ai 450 euro in contanti e a un telefono cellulare.

Il denaro è stato ritenuto dagli investigatori possibile provento dell’attività di spaccio.

Durante la fase di identificazione, il fermato avrebbe dichiarato di essere minorenne. Gli accertamenti successivi effettuati in ospedale hanno però stabilito che l’uomo aveva almeno vent’anni.

Al termine delle procedure, è scattato l’arresto con le accuse di detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio, resistenza a pubblico ufficiale e false dichiarazioni sull’identità personale.

Come previsto dalla legge, il procedimento penale si trova nella fase delle indagini preliminari: per l’indagato resta quindi valida la presunzione di non colpevolezza fino a un’eventuale sentenza definitiva.

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