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La proposta di Confagricoltura Piemonte per alleviare la carenza idrica: le Aree forestali d’infiltrazione
L’idea è ricaricare le falde acquifere utilizzando, nei periodi di minore fabbisogno irriguo, terreni agricoli collegati alla rete irrigua
PIEMONTE – Una proposta per alleviare la carenza idrica nelle campagne, problema che sta perdendo i tratti dell’emergenzialità per diventare una costante dell’estate piemontese. Confagricoltura Piemonte rilancia alla Regione l’ipotesi di realizzare Aree forestali di infiltrazione (Afi).
La proposta consiste nell’installare su terreni agricoli un sistema di canalette disperdenti e filari di alberi e arbusti, attraverso i quali l’acqua viene distribuita e lasciata infiltrare nel terreno, contribuendo alla ricarica della falda. Le aree verrebbero utilizzate soprattutto da ottobre a giugno, quando la risorsa non viene normalmente impiegata per l’irrigazione.
Sono state già sperimentate altrove
«È una proposta che merita di essere sperimentata anche in Piemonte» – afferma il presidente di Confagricoltura Piemonte, Enrico Allasia – «perché affronta il problema da una prospettiva che dobbiamo considerare sempre di più: non soltanto utilizzare e accumulare l’acqua, ma anche ricaricare la nostra principale riserva strategica, quella contenuta nelle falde».
Le Afi potrebbero essere avviate attraverso progetti pilota, coinvolgendo i consorzi irrigui, prevedendo incentivi agli agricoltori per le superfici destinate all’infiltrazione e inserendo questo strumento nella pianificazione idrica regionale.
«Non stiamo parlando di una soluzione teorica» – sottolinea Allasia – «ma di una modalità già sperimentata e della quale esistono esperienze operative. Riteniamo quindi utile verificare con progetti pilota se e dove le Afi possano essere applicate in Piemonte. Rivolgiamo un appello al presidente della Regione Alberto Cirio, agli assessori Paolo Bongioanni e Matteo Marnati, consapevoli della sensibilità dimostrata su questi temi: lavoriamo insieme per trasformare l’emergenza idrica in una strategia strutturale per la sicurezza dell’acqua in Piemonte».
«Occorre investire nella capacità di accumulo»
Le Afi, comunque, secondo Allasia devono essere solamente «un tassello» in un quadro più ampio che deve prevedere un vero piano strutturale per l’acqua. «Il Piemonte deve intervenire sulla manutenzione e sull’ammodernamento della rete irrigua, riducendo le perdite e rendendo più efficiente la distribuzione» – prosegue il presidente di Confagricoltura Piemonte – «Contemporaneamente occorre investire nella capacità di accumulo».
Per l’organizzazione agricola servono nuovi grandi invasi e una rete diffusa di bacini di accumulo e laghetti a uso plurimo, compresi quelli realizzabili a scala aziendale dove le condizioni tecniche e ambientali lo consentano.
Per non farsi più trovare impreparati
La necessità di intervenire è resa ancora più evidente dall’alternanza sempre più frequente tra precipitazioni intense e periodi di scarsità idrica.
«Non possiamo affrontare ogni stagione siccitosa come se fosse un episodio isolato. Il problema è destinato a riproporsi e dobbiamo prepararci. La sicurezza dell’acqua» – conclude Allasia – «è una questione agricola, ma riguarda l’intero sistema economico e territoriale piemontese. Ora dobbiamo passare dalla gestione dell’emergenza alla costruzione di una vera infrastruttura regionale dell’acqua».
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