CronacaTorino
Il punto sul folle gesto a Lanzo Torinese: dall’investimento dei sei ciclisti all’arresto per tentato omicidio
“Mi sono partiti i cinque minuti, mi si è offuscato tutto e non so cosa mi sia preso” ha detto Giuseppe Campagna, il 73enne che ha investito i ciclisti
LANZO TORINESE – Quel che rimane dopo il folle gesto di ieri a Lanzo Torinese è un senso di incredulità: nessuno avrebbe mai potuto immaginare che un sabato come tanti avrebbe potuto prendere i contorni di una sfiorata strage. O, meglio, di un tentato omocidio plurimo.
Giuseppe Campagna, di 73 anni, ha investito sei ciclisti, poi è tornato indietro con l’auto e li ha travolti nuovamente. Alcuni sono rimasti feriti gravemente, ma nessuno di loro è in pericolo di vita.
Il 73enne è accusato di tentato omicidio ed è stato posto agli arresti domiciliari, a disposizione dell’autorità giudiziaria.
Facciamo il punto
Il rombo improvviso di una auto alle spalle, l’impatto violento, il panico. Poi la manovra più inaspettata e terribile: la corsa che si interrompe, l’inversione di marcia e la vettura che punta di nuovo verso i feriti. È un momento di puro terrore quello vissuta a Lanzo Torinese, in via Loreto, lungo la Provinciale 22. Un episodio imprevedibile che si è trasformato in un incubo per un gruppo di sei ciclisti.
La dinamica: il primo impatto e il ritorno dell’auto
Non sono ancora le dieci del mattino quando Campagna, ex artigiano originario di Messina ma da tempo residente nella vicina località Castiglione di Coassolo, percorre la provinciale a bordo della sua Volkswagen Polo nera. Davanti a lui procede una comitiva di sei amatori in bicicletta.
Secondo i racconti dei testimoni, riportato da La Stampa, l’auto si avvicina da dietro suonando il clacson per segnalare la presenza dei ciclisti che occupano parte della carreggiata. “Abbiamo alzato un braccio per fargli segno di passare, era solo un cenno, non c’è stato alcun diverbio”, ricostruisce uno dei presenti, Piero Pregnolato. Ma il sorpasso non avviene. L’utilitaria scala la marcia e travolge in pieno uno dei ciclisti, Sabatino Terracciano. L’impatto è violentissimo: l’uomo viene sbalzato a circa trenta metri di distanza e il casco si spezza sul cofano dell’auto.
Mentre i compagni soccorrono l’amico e lo trascinano al riparo dietro un veicolo in sosta, un altro ciclista del gruppo, Piercarlo Lagna, cerca di inseguire la Polo a piedi per annotare la targa. È a quel punto che accade l’inconcepibile: all’altezza del ponte di Coassolo l’automobilista effettua un’inversione a U e torna indietro a tutta velocità. Lagna riesce a salvarsi per un soffio gettandosi nel prato ai lati della strada, ma l’auto punta dritta contro gli altri sportivi fermi a bordo carreggiata, travolgendo Denis Colonna, Giuseppe Colombo e Gianfranco Padellino.
I soccorsi e il bilancio dei feriti
In pochi minuti la tranquilla zona residenziale si riempie di sirene e urla. Sul posto intervengono gli operatori della Croce Reale di Venaria, una ambulanza della Croce Rossa di Lanzo, l’elisoccorso e le pattuglie dei carabinieri.
Il bilancio finale è di quattro feriti, trasportati d’urgenza negli ospedali torinesi (CTO e San Giovanni Bosco). I due casi più gravi riguardano Gianfranco Padellino e Sabatino Terracciano, che hanno riportato traumi facciali, toracici, fratture al femore, alla spalla e al bacino. “Quando andiamo in giro e occupiamo un po’ di carreggiata, spesso gli automobilisti ci sorpassano suonando il clacson o ci urlano qualcosa – spiega Pregnolato al quotidiano – Puoi anche discutere, perché può capitare. Ma non puoi uscire di casa per una pedalata e rischiare di essere ammazzato”.
La confessione in caserma e le indagini
Mentre i sanitari stabilizzano i feriti, Giuseppe Campagna si presenta spontaneamente alla caserma dei carabinieri di Lanzo Torinese, in piazza Rolle. Ai militari coordinati dalla pm Caterina Miroglio della Procura di Ivrea, l’uomo – assistito dall’avvocato Tom Servetto – appare sotto shock e ammette l’accaduto: “Mi sono partiti i cinque minuti, mi si è offuscato tutto e non so cosa mi sia preso”.
Su disposizione della magistratura, per il 73enne sono scattati gli arresti domiciliari con l’accusa di tentato omicidio. Gli inquirenti stanno ricostruendo gli attimi esatti dell’aggressione e la sequenza dell’inversione di marcia.
Nel piccolo comune ai piedi delle Valli di Lanzo la notizia ha destato profondo sconcerto. Mentre il primo cittadino Fabrizio Vottero definisce la reazione spropositata e incomprensibile, tra i residenti c’è chi stenta a credere all’accaduto, definendo il pensionato una persona tranquilla, e chi invece ricorda un carattere incline a scatti d’ira improvvisi. Un’irascibilità che questa volta ha sfiorato la tragedia.
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