AmbienteCittadiniTorino
Villareggia, il Consiglio di Stato respinge il ricorso contro il biodigestore per il biometano
Il Comitato sottolinea però che il Consiglio di Stato non si sarebbe pronunciato sulle questioni considerate più importanti relative all’impatto acustico e odorigeno dell’impianto
VILLAREGGIA – Il Consiglio di Stato ha respinto l’appello presentato dal Comitato contrario al progetto e dal Comune di Villareggia contro la decisione del TAR Piemonte, che lo scorso anno aveva rigettato i ricorsi contro l’autorizzazione concessa dalla Città Metropolitana di Torino per la realizzazione di un impianto di biodigestione finalizzato alla produzione di biometano in via Amorosa.
La sentenza è stata pubblicata il 28 luglio, a soli dodici giorni dall’ultima udienza. Per il Comitato, si tratta di una decisione che consente di fatto di mantenere in vigore l’autorizzazione all’impianto, nonostante alcune delle criticità sollevate nel corso del procedimento.
Il nodo della cogenerazione
Uno dei punti centrali dell’appello riguardava i limiti relativi alla cogenerazione. Secondo quanto riferito dal Comitato, il Consiglio di Stato ha accolto la perizia del Politecnico di Torino, che avrebbe confermato alcuni errori commessi in precedenza dalla Città Metropolitana e da Filiera Blu.
La questione è stata però risolta, secondo i ricorrenti, attraverso un’interpretazione tecnica e normativa contestata dal Comitato. In questo modo, i limiti previsti dalla normativa sono stati comunque considerati rispettati e l’autorizzazione dell’impianto è stata mantenuta.
La sentenza ha tuttavia riconosciuto un punto sostenuto dal Comitato e dal Comune: per gli impianti destinati alla produzione di biometano è necessario calcolare i parametri di efficienza della cogenerazione ai fini della valutazione dell’idoneità dell’impianto a essere localizzato in un Comune caratterizzato da una scarsa qualità dell’aria.
Tra i parametri indicati figurano il PES, ovvero il risparmio di energia primaria, e il LT, il limite termico, previsti dalla disciplina regionale piemontese.
Acustica, odori e rischi per il territorio
Il Comitato sottolinea però che il Consiglio di Stato non si sarebbe pronunciato sulle questioni considerate più importanti relative all’impatto acustico e odorigeno dell’impianto.
Per altri aspetti contestati, tra cui la viabilità, i possibili rischi per la falda acquifera, l’impatto sulle aree naturali e i profili legati alla salute e alla sicurezza, il giudice amministrativo non è entrato nel merito, ritenendo che tali questioni fossero già state valutate nell’ambito della conferenza dei servizi.
Il Consiglio di Stato, inoltre, non ha posto a carico dei ricorrenti le spese del giudizio d’appello, una decisione che il Comitato interpreta come un riconoscimento della complessità e della fondatezza delle questioni sollevate.
I lavori non partiranno necessariamente subito
Il rigetto dell’appello non significa, secondo il Comitato, che i lavori per la realizzazione dell’impianto debbano iniziare immediatamente.
A incidere sull’eventuale avvio dell’opera ci sarebbero infatti anche altri fattori, a partire dalla disponibilità degli incentivi pubblici. Il Comitato richiama in particolare la fase conclusiva degli incentivi legati al PNRR, sottolineando il peso che i finanziamenti pubblici possono avere sulla sostenibilità economica del progetto.
Secondo quanto riportato nel comunicato, nel caso degli interventi finanziati dal PNRR i contributi possono arrivare al 40% dei costi a fondo perduto, mentre sono previsti anche incentivi sul metano prodotto.
Su questo fronte il Comitato annuncia che continuerà a monitorare l’evoluzione degli incentivi e delle norme ambientali che regolano questo tipo di impianti.
Il Comitato: «Continueremo a opporci»
Il gruppo che da oltre cinque anni si batte contro il progetto ribadisce la propria contrarietà alla realizzazione del biodigestore di Villareggia, definito nel comunicato un impianto di grandi dimensioni.
Il Comitato sostiene che la realizzazione di queste infrastrutture sia fortemente legata al sistema di agevolazioni e incentivi pubblici e a un quadro normativo particolarmente favorevole.
La battaglia, dunque, non viene considerata conclusa. «Continueremo a valutare e poi attuare i prossimi passi utili e praticabili», fa sapere il Comitato, che intende proseguire le iniziative per contrastare il progetto e, qualora l’impianto venisse realizzato, monitorarne l’esecuzione e la gestione a tutela della popolazione e del territorio.
Nel frattempo, la mobilitazione ha raccolto anche un sostegno economico significativo: circa 3.500 euro sono stati raccolti tra i cittadini e i simpatizzanti per sostenere le spese legali dell’appello. Una cifra che, secondo il Comitato, rappresenta un’ulteriore conferma dell’opposizione presente sul territorio al progetto del biodigestore.
Iscriviti al canale WhatsApp, segui la nostra pagina Facebook e continua a leggere Quotidiano Piemontese

