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Ciro Immobile si ritira: da promessa della Juventus a re del gol con il Torino
Una carriera da 656 partite e 350 gol
TORINO – Ciro Immobile dice addio al calcio giocato. A 36 anni, dopo 17 stagioni da professionista, l’attaccante ha annunciato il ritiro il 14 agosto 2026, chiudendo la sua ultima esperienza con il Paris FC. Una carriera da 656 partite e 350 gol, impreziosita dall’Europeo vinto con l’Italia nel 2021, dalla Scarpa d’Oro e da quattro titoli di capocannoniere della Serie A.
Ma prima di diventare uno dei bomber italiani più prolifici degli ultimi anni, Immobile è passato proprio da Torino. Prima con la maglia della Juventus, dove ha mosso passi importanti nel settore giovanile, poi con quella del Torino, dove ha vissuto una delle stagioni più importanti della sua carriera.
Immobile e la Juventus: il ragazzo del vivaio bianconero
Ciro Immobile arriva nel settore giovanile della Juventus nella stagione 2007/2008 dopo essersi messo in luce con il Sorrento.
È con la Primavera della Juventus, però, che il giovane attaccante comincia davvero a farsi conoscere. E soprattutto a segnare.
Il primo grande palcoscenico è il Torneo di Viareggio. Nel 2009 Immobile contribuisce al successo della Juventus nella finale contro la Sampdoria realizzando una doppietta. Un anno più tardi arriva un’altra vittoria, questa volta contro l’Empoli: Immobile segna una tripletta e chiude il torneo da capocannoniere con 10 reti.
Sono numeri che raccontano già quello che diventerà il marchio di fabbrica della sua carriera: fiuto del gol, capacità di attaccare la profondità e una straordinaria continuità realizzativa.
Il passaggio dalla Primavera alla prima squadra arriva nel 2009. Immobile debutta in Serie A il 14 marzo contro il Bologna, entrando nel finale al posto di Alessandro Del Piero. Tra il 2009 e il 2010 colleziona le sue prime tre presenze nel massimo campionato con la Juventus e anche un’apparizione in Champions League.
È ancora un ragazzo, e davanti a lui ci sono campioni come Del Piero e Trezeguet. La sua strada, però, è già tracciata.
Dal vivaio bianconero alla maglia del Toro
La consacrazione arriverà lontano dalla Juventus. Dopo i prestiti a Siena, Grosseto e soprattutto Pescara, dove con Zdeněk Zeman esplode segnando 28 gol in Serie B, Immobile torna protagonista del mercato nell’estate del 2013.
La Juventus, che ne deteneva i diritti insieme al Genoa, lo porta definitivamente dalla propria parte e poi lo cede al Torino. Il 12 luglio 2013 il club bianconero ufficializza la cessione dei diritti sul giocatore al club granata per 2,75 milioni di euro.
Ed è proprio in granata che Immobile diventa Immobile.
Il bomber del Torino insieme a Cerci
La stagione 2013-2014 resta uno dei capitoli più belli della storia recente del Torino. In panchina c’è Giampiero Ventura, davanti c’è una coppia destinata a lasciare il segno: Ciro Immobile e Alessio Cerci.
I due si completano alla perfezione. Cerci crea, inventa e serve palloni; Immobile attacca gli spazi e trasforma le occasioni in gol.
Il risultato è una stagione straordinaria. Immobile chiude il campionato con 22 reti e conquista la classifica dei marcatori della Serie A. Il Torino termina settimo e conquista la qualificazione all’Europa League. La coppia granata è tra le più prolifiche del campionato e contribuisce in maniera decisiva alla stagione europea del Toro.
Per i tifosi granata, però, non sono soltanto i numeri a rendere speciale quell’annata. Immobile diventa rapidamente uno dei simboli di una squadra che torna a guardare verso l’Europa, interpretando perfettamente lo spirito di quel Torino: intensità, corsa, sacrificio e gol.
Indimenticabile anche la rimonta contro il Genoa del 13 aprile 2014. Il Torino è sotto 1-0 al 91′, ma nel recupero ribalta la partita: prima segna Immobile al 92′, poi Cerci al 93′. È uno degli episodi che meglio raccontano quella stagione e quel Torino.
Un legame particolare con Torino
La curiosità della carriera di Immobile è che Torino rappresenta due momenti completamente diversi della sua formazione.
Da una parte c’è la Juventus, dove è arrivato giovanissimo e ha imparato a confrontarsi con un settore giovanile di altissimo livello, vincendo due Tornei di Viareggio e affacciandosi appena diciannovenne alla prima squadra.
Dall’altra c’è il Torino, dove invece è diventato un protagonista del calcio italiano.
È quasi un percorso circolare: ragazzo del vivaio bianconero, poi bomber granata capace di conquistare il titolo di capocannoniere. Una storia particolare anche per una città come Torino, dove il derby divide da sempre i tifosi e rende ancora più curiosi i percorsi dei calciatori passati da entrambe le sponde.
Immobile, però, non ha mai nascosto quanto quella stagione al Toro sia stata importante per la sua crescita. Nel 2014 arriva anche la Nazionale e, dopo la parentesi al Borussia Dortmund e il ritorno in Italia, sarà soprattutto la Lazio a consacrarlo definitivamente.
I successi di Ciro Immobile
Con la Lazio arrivano altri tre titoli di capocannoniere in serie A, facendo di Ciro l’unico calciatore capace di vincere la classificia dei bomber per 4 volte. Con Lazio diventa capocannoniere anche in Europa League nel 2017-18.
Poi i successi di squadra. Il campionato di serie B con il Pescara, una supercoppa di Germania con il Borussia, una coppa Italia e due Supercoppe Italiane con la Lazio, una Supercoppa di Turchia con il Besiktas e naturalmente il Campionato Europeo del 2021 con l’Italia di Mancini.
Nel 2019-20 segnò 36 gol in un solo campionato di serie A, attualmente ancora record di gol assoluti (insieme ad Hiuguain).
Il saluto al calcio
Oggi, guardando alla carriera di Immobile, quella stagione granata appare come uno dei passaggi decisivi.
Prima c’era il ragazzino cresciuto nella Juventus Primavera, capace di segnare a raffica al Viareggio e di affacciarsi alla Serie A accanto ai campioni bianconeri.
Poi c’è stato il bomber del Torino, quello dei 22 gol e della coppia con Cerci, capace di riportare il Toro in Europa e di conquistare la classifica cannonieri.
Infine è arrivato il resto: la Scarpa d’Oro, i quattro titoli di capocannoniere, i 201 gol in Serie A e il titolo europeo con l’Italia.
Ma per Torino, forse, resterà soprattutto il ricordo di quel ragazzo arrivato dal vivaio della Juventus che con la maglia granata, per una stagione, sembrò semplicemente inarrestabile.
Ciro Immobile ha chiuso la sua carriera da campione. E una parte della sua storia, quella della formazione e quella della definitiva esplosione, è cominciata proprio sotto la Mole.
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