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Emergenza climatica nei vigneti piemontesi: necessario anticipare la vendemmia

La situazione climatica attuale ha portato a un’anticipazione della maturazione mai vista prima per la nostra uva Moscato

Chiara Scerba

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ASTI – L’ondata di calore anomala e la prolungata siccità che da settimane attanagliano il Piemonte stanno mettendo a dura prova il comparto vitivinicolo regionale. I recenti monitoraggi effettuati tra i filari hanno evidenziato una maturazione precoce e senza precedenti dell’uva Moscato, accompagnata da un severo stress idrico delle piante. Il caldo record rischia di compromettere la qualità del raccolto e di infliggere un duro colpo economico a un settore già provato da margini di reddito sempre più ristretti.

L’appello dell’Associazione: «Aprire subito le cantine ai conferenti»

Di fronte a questa situazione critica, l’Associazione Comuni del Moscato d’Asti ha raccolto le preoccupazioni dei viticoltori e ha lanciato un appello urgente ai vinificatori affinché le operazioni di vendemmia vengano avviate tempestivamente.

Accelerare l’apertura delle cantine per accogliere le uve prima che le alte temperature ne degradino l’equilibrio zuccherino e aromatico sembra l’unica soluzione plausibile.

Quali le soluzioni in campo?

Per contrastare gli effetti del cambiamento climatico, prosegue la sperimentazione scientifica condotta dalla Fondazione Agrion (l’ente per la ricerca applicata della Regione Piemonte) in sinergia con l’Associazione e i produttori dei Sorì Eroici.

Tra le principali tecniche agronomiche adottate per proteggere i vigneti figurano il caolino (argilla bianca naturale), ovvero una polvere minerale a base di allumino-silicati che viene disciolta in acqua e nebulizzata direttamente sulle chiome e sui grappoli. Una volta asciutta, forma una sottile pellicola protettiva biancastra che riflette le radiazioni solari e i raggi UV, riducendo sensibilmente la temperatura delle foglie e limitando la perdita d’acqua della pianta. Tra i rimedi figurano anche le reti ombreggianti installate sopra i filari per ridurre l’irraggiamento diretto ed evitare le bruciature dei grappoli e l’ossido di calcio, utilizzato per rinforzare i tessuti vegetali e difendere la chioma dal calore estremo.

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