CronacaTorino
Un lettore racconta: sputi sui ciclisti sulla pista davanti alla stazione di Torino Porta Susa
In un momento di già grande fibrillazione dei ciclisti a Torino dopo i numerosi investimenti, segnalato un pericolo che non viene da automobilisti
TORINO – I ciclisti a Torino non possono mai stare tranquilli. L’attenzione verso le peripezie di chi sceglie la mobilità sostenibile a due ruote è molto alta nel capoluogo dopo il tragico investimento del piccolo di 7 anni, colpito da un’auto mentre seguiva il padre in sella alla sua mini bicicletta. Ancora domenica in piazza Rivoli una ciclista è finita sotto un’auto. Nel frattempo, sta proseguendo l’iniziativa di protesta e sensibilizzazione di molti cittadini, che compongono una “ciclabile umana” nel controviale di corso Regina Margherita all’angolo con via Cesare Balbo, dove è avvenuto lo scontro che ha causato la morte di Niccolò. Ancora questa mattina hanno partecipato oltre un centinaio di persone.
Le automobili però non sono l’unico problema che deve affrontare chi sceglie la mobilità dolce. Un lettore che desidera rimanere anonimo ci ha raccontato un episodio accaduto proprio questo pomeriggio, 29 settembre: un gruppo di persone non meglio identificate che sputano sistematicamente sui ciclisti. Ci troviamo sulla pista ciclabile davanti alla stazione di Torino Porta Susa, lato corso Inghilterra.
«Quattro soggetti che si spostavano su due monopattini sputavano verso i ciclisti in transito e cercavano di farli cadere dalle biciclette» – il racconto fornitoci dal lettore – «Sono stato colpito al volto dagli sputi e anche altri ciclisti sono stati colpiti. Oltre agli sputi, i soggetti cercavano di far cadere dalle biciclette le persone in transito.
È inconcepibile e vergognoso che una persona debba subire un’aggressione del genere mentre percorre una pista ciclabile. Tentare di far cadere qualcuno dalla bicicletta significa metterne concretamente a rischio l’incolumità, con possibili conseguenze anche gravi. Una situazione del genere merita attenzione e interventi concreti. Presenterò denuncia alle autorità competenti».
«I quattro soggetti viaggiavano in due su ciascun monopattino, senza casco e senza una targa o un contrassegno identificativo visibile. Non posso invece confermare se i mezzi fossero assicurati: è un aspetto che chiedo alle autorità di verificare» aggiunge il lettore. «Chiedo che vengano intensificati i controlli e che le regole siano fatte rispettare a tutti» conclude.
Al momento non disponiamo di altri elementi sull’accaduto né di altre segnalazioni, ma la vicenda resta meritevole di approfondimento.
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