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Dopo le piogge tornano i funghi in Piemonte, ma attenzione a cosa si raccoglie: rivolgersi ai centri micologici

Il caso del centro micologico dell’Asl Vco. L’assessore Riboldi: «Un piccolo controllo può davvero fare una grande differenza»

Marco Lovisolo

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VERBANIA – Dopo la grande siccità tornano i funghi nei boschi del Nord Italia, anche in Piemonte. Le piogge abbondanti e di lunga durata hanno finalmente consentito di ripristinare una corretta umidità, dopo una stagione micologica finora negativa per i cercatori italiani, che hanno sofferto la carenza di porcini estivi.

A chi rivolgersi dopo un raccolto ?

Ora è aperta la stagione della raccolta – che nella nostra regione è regolata da apposita legge – ma bisogna prestare la massima attenzione per non rischiare di consumarne di tossici: a questo scopo sono operativi in tutto il Piemonte i Centri micologici delle Asl provinciali.

I controlli offerti dai centri Asl sono gratuiti e permettono di garantire la sicurezza, dopo che magari si è portato a casa un buon cesto di funghi.

All’Asl Vco scovati nel 2025 35 casi di funghi da non consumare

Utile per avere un’idea dell’importanza di un consulto tecnico, il dato diffuso dall’Asl Vco relativo al 2025: su 136 controlli, sono risultati ben i 35 casi in cui il raccolto presentava funghi che non dovevano essere consumati. Sono stati individuati infatti 18 campioni con esemplari tossici o non commestibili e 17 campioni commestibili ma alterati.

L’Asl Vco, che attraverso il suo Servizio Igiene Alimenti e Nutrizione accanto ai controlli svolge attività di informazione ed educazione sanitaria, invita anche a diffidare da metodi di riconoscimento “fai da te”: «Riconoscere una specie commestibile da una tossica non è sempre semplice. In natura esistono specie molto simili tra loro e affidarsi all’esperienza personale o alle credenze popolari può essere pericoloso. La prova dell’aglio, l’argento che annerisce o la convinzione che un fungo mangiato dagli animali sia commestibile non hanno alcun fondamento scientifico: per sapere con certezza cosa può finire nel piatto serve il controllo di un professionista» scrive l’azienda in una nota.

L’Asl Vco, alla convenzione con l’Asl Novara, mette a disposizione gratuitamente i propri micologi nelle sedi di Verbania, Omegna e Domodossola, ma è possibile trovare questi centri in tutte le province piemontesi.

Le parole di Riboldi

«La prevenzione è fatta anche di gesti semplici, capaci però di evitare conseguenze potenzialmente molto serie. Il lavoro dei micologi dell’ASL VCO ne è un bellissimo esempio: un servizio pubblico, gratuito e vicino ai cittadini che permette di vivere in sicurezza una passione profondamente legata al nostro territorio e ai suoi boschi» – sottolinea Federico Riboldi, assessore alla Sanità della Regione Piemonte – «I dati dimostrano quanto questi controlli siano preziosi e rappresentano anche un’occasione per ricordare che, quando si parla di funghi, non bisogna affidarsi alle tradizioni o all’intuito, ma alla competenza dei professionisti.

Ringrazio quindi i micologi e tutti gli operatori impegnati in questa importante attività di prevenzione e invito gli appassionati ad approfittare del servizio: un piccolo controllo può davvero fare una grande differenza».

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