CronacaTorino
Strage di Brandizzo, esplode la rabbia dei familiari: «Nessun cambio di rotta, per noi è stato un omicidio»
Le dichiarazione da parte del direttore di “Sicurezza e Lavoro” e dei familiari delle vittime
BRANDIZZO – A pochi giorni dal terzo anniversario della strage ferroviaria di Brandizzo e a un mese dall’avvio dell’udienza preliminare al Tribunale di Ivrea, la tensione attorno ai sistemi di sicurezza di Rete Ferroviaria Italiana torna altissima. Dopo le indiscrezioni sui nuovi verbali dello Spresal trasmessi alla Procura di Ivrea per la mancata revisione delle procedure nel Documento di Valutazione dei Rischi (DVR), arrivano le dure reazioni del mondo della sicurezza sul lavoro e dei parenti delle vittime.
L’affondo di ‘Sicurezza e Lavoro’
A esprimere forte preoccupazione per la tutela degli operai sui binari è Massimiliano Quirico, direttore dell’associazione Sicurezza e Lavoro:
«Non sappiamo se Rfi abbia adempiuto alle prescrizioni dello Spresal riguardanti il DVR e la sicurezza di chi opera sui binari, né se intenda modificare il proprio modus operandi. Quello che è certo è che non ha ancora varato il Protocollo per la sicurezza sulle manutenzioni ferroviarie, promesso all’indomani della tragedia ma mai realizzato. La strage ha dimostrato nei fatti l’inadeguatezza delle procedure: troppo facile scaricare le responsabilità su presunti errori umani. Un’organizzazione seria non può prescindere dal fattore umano né dall’impiego delle tecnologie preventive già esistenti, soprattutto a tutela di chi lavora in subappalto».
I temi della prevenzione e dell’organizzazione del lavoro sui cantieri ferroviari saranno al centro della Settimana del Lavoro Sicuro, in programma dal 28 agosto al 4 settembre 2026 a Brandizzo in occasione delle commemorazioni ufficiali.
Il dolore del fratello di Kevin Laganà
Parole di profonda amarezza e sdegno giungono da Antonino Laganà, fratello di Kevin, il più giovane dei cinque operai morti nell’impatto:
«Doveva aumentare la sicurezza nelle ferrovie e invece non è stato fatto niente dopo la morte di mio fratello e dei suoi quattro compagni di lavoro a Brandizzo. È vergognoso. Devono assumersi le responsabilità di ciò che è accaduto e impedire che si ripeta: c’è tanta rabbia perché temiamo che possa succedere ancora. Speravo che quanto accaduto a Kevin avesse insegnato qualcosa, invece è scandaloso. Il prossimo 30 settembre inizierà il processo: sarà lungo e doloroso, ma aspettiamo con ansia la discussione in aula. Per me e per la mia famiglia non è stato un incidente, è stato un omicidio».
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