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CronacaTorino

Ivrea, la Questura le nega il permesso di soggiorno: il Tar condanna il Ministero

Nonostante la donna fosse in regola e in Italia dal 1998, la Questura ha respinto la richiesta di aggiornamento del permesso

Chiara Scerba

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IVREA – In Italia dal 1998 e regolarmente impiegata come collaboratrice domestica a Ivrea, si era vista respingere dalla Questura di Torino la richiesta di aggiornamento del permesso di soggiorno per presunta insufficienza di reddito. Ora il Tar del Piemonte ha accolto il suo ricorso, annullando il diniego e condannando il Ministero dell’Interno al pagamento delle spese legali per un «manifesto errore» nell’istruttoria.

La Questura aveva motivato lo stop sostenendo che la donna, di origine dominicana, avesse percepito entrate inferiori all’assegno sociale, basandosi esclusivamente sui periodi pregressi e sull’indennità di disoccupazione. Gli uffici non avevano però considerato le comunicazioni formali trasmesse via PEC, con cui la lavoratrice certificava redditi lordi superiori a 13.500 euro nel 2024 e la successiva assunzione a tempo indeterminato presso un privato a Ivrea con uno stipendio netto mensile di circa 1.138 euro.

I giudici amministrativi hanno evidenziato come l’Amministrazione abbia trattato una semplice istanza di rinnovo/aggiornamento per lungo-soggiornanti come se fosse un primo rilascio, violando le norme del Testo Unico sull’Immigrazione. Il Tar ha così cancellato il provvedimento e disposto un risarcimento di 2.500 euro a favore della ricorrente per le spese di giudizio.

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