CronacaTorino
Strage di Brandizzo, 3 anni dopo il presidio dei lavoratori sui binari
Per ricordare i colleghi, l’Assemblea Nazionale Lavoratori Manutenzione promuove un presidio domenica 30 agosto 2026
BRANDIZZO – A tre anni esatti dalla notte del 30 agosto 2023, quando cinque operai al lavoro sui binari persero la vita travolti da un convoglio in transito alla stazione di Brandizzo, la richiesta di giustizia e sicurezza sul lavoro resta aperta.
Mentre si avvicina l’apertura del dibattimento giudiziario, l’Assemblea Nazionale Lavoratori Manutenzione RFI annuncia una mobilitazione sul luogo della tragedia.
L’apertura del processo a fine settembre
La Procura di Ivrea ha chiuso le indagini ricostruendo le responsabilità lungo l’intera catena di comando: tra gli imputati che andranno a processo a fine settembre non figurano soltanto gli addetti operativi presenti quella notte, ma anche dirigenti e vertici societari di Rete Ferroviaria Italiana (Rfi), chiamati a rispondere di violazioni strutturali nelle procedure e nella tutela della sicurezza.
La denuncia dei lavoratori
Per ricordare i colleghi e denunciare le condizioni operative lungo la rete, l’Assemblea Nazionale Lavoratori Manutenzione promuove un presidio a Brandizzo domenica 30 agosto 2026, dalle 10:15 alle 13:00.
I ferrovieri criticano duramente gli assetti organizzativi e la recente nomina ai vertici di Ferrovie dello Stato Italiane dell’allora amministratore delegato di Rfi, Gianpiero Strisciuglio, attualmente tra gli imputati:
«Innanzitutto esprimiamo tutta la nostra solidarietà ai familiari dei lavoratori che hanno perso la vita. Il 30 agosto 2023, 5 operai delle ditte d’appalto RFI muoiono travolti da un treno. Il profitto, per sua natura, tende a eludere ogni misura di sicurezza.
Il 10 gennaio 2024, a soli quattro mesi dalla strage, RFI riorganizza la manutenzione dell’infrastruttura: più spazio alle ditte in appalto e subappalto, meno controlli diretti, preposto alla sicurezza responsabile in primis. Ogni appalto diventa una potenziale Brandizzo. Si riducono i controlli su personale e orari, si flessibilizzano i turni fino a ritmi insostenibili, che aumentano stress, malattie e infortuni. Chiamiamo questa riorganizzazione “Modello Brandizzo” — e i lavoratori devono continuare a lottare contro di essa.
Come l’AD Moretti fu riconosciuto responsabile della strage di Viareggio, auspichiamo che la responsabilità di Brandizzo ricada sull’AD dell’epoca, Strisciuglio: il manutentore non aveva certo interesse ad anticipare i tempi della lavorazione, ma lo aveva chi su di lui faceva pressione. Per questo è tra gli imputati nel processo che si apre a fine settembre. Per questo siamo indignati: nominarlo oggi amministratore delegato del Gruppo FSI è un’offesa alle vittime e un segnale di futura impunità. Non accettiamo che il profitto valga più della vita di chi lavora lungo i binari. Brandizzo: verità, giustizia e sicurezza».
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