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BiellaCronaca

Detenuto si suicida con una garza nel carcere di Biella

Era già stato curato per autolesionismo. Tra gli eventi di Ferrara, Biella e Siracusa secondo l’Osapp il «denominatore comune non è la fatalità: è il Dap»

Marco Lovisolo

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BIELLA – Si consuma nel carcere di Biella l’ennesimo dramma nei penitenziari italiani degli ultimi giorni. Nella tarda mattinata di ieri, domenica 30 agosto, un detenuto 23enne è stato trovato senza vita nella sua cella. Si tratterebbe di un gesto volontario.

Già curato per un atto di autolesionismo, avrebbe usato proprio le garze con cui era stato medicato per confezionare un cappio artigianale e impiccarsi.

L’episodio è avvenuto nelle stesse ore in cui sono stati segnalati altri due decessi nelle carceri italiane: un detenuto di 25 anni è morto nel penitenziario di Ferrara inalando del gas, mentre una detenuta è stata trovata senza vita nel carcere femminile di Rebibbia. A Siracusa i ristretti sono saliti sui tetti dell’istituto obbligando gli agenti a fronteggiarli in quota.

Il sindacato Osapp punta il dito sul Dap (Dipartimento amministrazione penitenziaria): «A Ferrara un detenuto muore dopo avere inalato gas contenuto in una bomboletta acquistabile al sopravvitto gestito dalla Direzione del carcere. A Biella un detenuto si impicca utilizzando delle garze per confezionare un cappio, comunque autorizzate dall’Amministrazione. A Siracusa i detenuti salgono sui tetti e i poliziotti vengono mandati in quota a fronteggiarli, fino a dover saltare nel vuoto per salvarsi» – scrive in una nota il sindacato, tramite il suo segretario Leo Beneduci – «Gas venduto dall’Amministrazione, garze fornite dall’Amministrazione, interventi in quota organizzati dall’Amministrazione. Il denominatore comune non è la fatalità: è il Dap». Per Beneduci «quando un rischio è conosciuto, ripetuto e prevedibile, non governarlo significa assumersene la responsabilità amministrativa e organizzativa».

Anche il segretario del Coordinamento Nazionale Polizia Penitenziaria Spp Aldo Di Giacomo ha commentato quanto accaduto a Biella e negli altri penitenziari, denunciando una situazione sempre più difficile nelle carceri italiane e chiedendo un cambio di passo per quanto riguarda la gestione degli istituti di reclusione.

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