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Nasce il “pronto intervento” della Regione per le scuole danneggiate: dotazione iniziale di 300 mila euro

Potrà essere incrementata in presenza di ulteriori risorse disponibili. La misura sperimentale è stata approvata in Giunta

Marco Lovisolo

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PIEMONTE – In partenza una nuova misura sperimentale per mettere in sicurezza le scuole in caso di eventi estremi. La Giunta della Regione Piemonte ha approvato un nuovo strumento per intervenire rapidamente quando un evento calamitoso compromette la funzionalità di un edificio scolastico. La misura sperimentale è dedicata agli enti locali che devono affrontare interventi straordinari per ripristinare le scuole danneggiate e consentire nel minor tempo possibile la ripresa delle attività.

La principale novità, spiega la Regione in un comunicato, è il superamento della tradizionale logica dei bandi a scadenza: sarà attivato un portale telematico dedicato, senza una finestra temporale prestabilita, attraverso il quale gli enti interessati potranno presentare la propria richiesta in presenza delle condizioni previste. La dotazione iniziale ammonta a 300 mila euro per le annualità 2026 e 2027, e potrà essere incrementata in presenza di ulteriori risorse disponibili.

«Quando un evento calamitoso colpisce una scuola, la priorità deve essere una sola: metterla in sicurezza e restituirla il prima possibile ai ragazzi e al personale scolastico» – dichiara l’assessore regionale all’Istruzione e Merito Daniela Cameroni – «Negli ultimi anni abbiamo visto quanto questi eventi possano essere improvvisi e quanto possano mettere in difficoltà soprattutto gli enti locali. Per questo abbiamo voluto costruire uno strumento che sia già pronto nel momento del bisogno, senza dover attendere l’apertura di un bando».

«La scuola è un servizio essenziale e la sua continuità deve essere tutelata anche davanti agli imprevisti. La Regione vuole essere al fianco dei territori proprio quando hanno maggiore necessità di una risposta concreta e tempestiva. Partiamo con 300 mila euro e monitoreremo attentamente questa prima fase sperimentale, con l’obiettivo di consolidare e rafforzare la misura» conclude Cameroni.

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