CronacaTorino
Rivolta al carcere minorile di Torino, la Cassazione annulla la condanna: da rivedere le attenuanti generiche
Si tratta dello stesso ragazzo già condannato in via definitiva a oltre nove anni per il tentato omicidio di Mauro Glorioso
TORINO – La Cassazione ha annullato la sentenza con cui il Tribunale per i minorenni di Torino aveva condannato a quattro anni e due mesi uno dei protagonisti della rivolta al carcere minorile Ferrante Aporti, trasmessa in diretta su TikTok nella notte tra l’1 e il 2 agosto 2024.
Il giovane, oggi maggiorenne, era stato ritenuto responsabile di devastazione. Si tratta dello stesso ragazzo già condannato in via definitiva a oltre nove anni per il tentato omicidio di Mauro Glorioso, rimasto tetraplegico dopo essere stato colpito da una bicicletta elettrica lanciata ai Murazzi di Torino nel 2023. A difenderlo è l’avvocato Domenico Peila.
Il nodo delle attenuanti
La Cassazione non ha messo in discussione la condanna per la rivolta, ma ha ritenuto carenti le motivazioni con cui erano state concesse le attenuanti generiche, che avevano contribuito a ridurre la pena.
Secondo i giudici, il Tribunale minorile aveva valorizzato la giovane età, le parziali ammissioni e le difficoltà familiari del ragazzo senza però approfondire adeguatamente questi elementi. La sua confessione, inoltre, sarebbe stata soltanto “parziale”, limitandosi in sostanza a confermare fatti che non avrebbe potuto negare.
La Cassazione ha quindi disposto un nuovo processo, che si terrà a Torino nei prossimi mesi e riguarderà esclusivamente le attenuanti. Potranno essere nuovamente riconosciute, ma con motivazioni più approfondite. La pena, dunque, potrà essere confermata o aumentata, ma non ulteriormente ridotta.
La rivolta al Ferrante Aporti
La notte della rivolta, i detenuti avevano devastato diversi spazi del Ferrante Aporti utilizzando mobili e manici di scopa, appiccando anche alcuni incendi e lanciando oggetti contro gli agenti. Le immagini dei disordini erano state riprese con un cellulare introdotto illegalmente nel carcere e diffuse in diretta su TikTok.
La difesa
L’avvocato Peila critica duramente la decisione: “Il Tribunale per i minorenni aveva effettuato una valutazione seria e ponderata all’esito di un processo durato mesi – commenta il legale – Non si può dire altrettanto della Corte di Cassazione. Si parla tanto di giustizia, proporzionalità e funzione rieducativa della pena, per i minorenni ed in particolare per quelli detenuti. Non è certo il caso di questa sentenza”.
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