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Ferrovia Biella-Novara, l’elettrificazione costa 98 milioni e richiede tre anni di stop
Sul tavolo 80 milioni per interventi di velocizzazione e riclassificazione che farebbero guadagnare 7 minuti
BIELLA – La ferrovia Biella-Novara potrebbe imboccare una strada diversa da quella immaginata inizialmente. L’elettrificazione della linea resta sul tavolo, ma gli studi commissionati a Rete Ferroviaria Italiana hanno fatto emergere costi e tempi decisamente più impegnativi rispetto alle prime stime. E così prende forma un’alternativa: investire circa 80 milioni di euro in interventi di velocizzazione e riclassificazione, con la possibilità di realizzarli per lotti e ridurre i tempi di percorrenza di almeno sette minuti.
È quanto emerso dall’incontro che si è svolto il 1° settembre al Palazzo della Regione Piemonte, tra Regione, RFI e i rappresentanti dei territori interessati dalla linea ferroviaria Biella-Novara.
Elettrificazione, il conto sale a 98 milioni
Gli approfondimenti tecnici condotti da RFI hanno delineato un quadro più complesso e oneroso rispetto alle ipotesi iniziali. Per elettrificare l’intera Biella-Novara oggi la stima è di circa 98 milioni di euro.
A incidere sul costo sono anche le numerose opere d’arte presenti lungo il tracciato e le condizioni di vetustà dell’infrastruttura, che renderebbero necessario un intervento particolarmente articolato.
Ma non è soltanto il costo a rappresentare un elemento di forte impatto. Secondo quanto illustrato da RFI, per realizzare l’elettrificazione sarebbe necessario procedere con una interruzione totale della linea per circa tre anni.
Un periodo particolarmente lungo, che inevitabilmente avrebbe conseguenze sull’organizzazione del servizio ferroviario e sulla mobilità dei pendolari.
L’alternativa: 80 milioni per guadagnare almeno 7 minuti
Proprio per questo motivo la Regione aveva chiesto a RFI di approfondire anche possibili interventi alternativi, capaci di migliorare le prestazioni della linea senza dover necessariamente procedere nell’immediato con l’elettrificazione completa.
Lo studio presentato al territorio indica una seconda possibilità: circa 80 milioni di euro per interventi di velocizzazione e riclassificazione, che consentirebbero di ridurre i tempi di percorrenza di almeno sette minuti.
La differenza sostanziale rispetto all’elettrificazione riguarda anche le modalità di realizzazione. Gli interventi potrebbero infatti essere suddivisi in lotti, permettendo di programmare gli investimenti progressivamente e intervenire sulla linea senza dover affrontare necessariamente un’unica grande opera.
Una soluzione che, secondo la Regione, potrebbe consentire di ottenere benefici sul servizio in tempi più gestibili.
«Quello che abbiamo chiesto a RFI era proprio di avere un quadro il più possibile completo delle alternative – sottolinea l’assessore regionale ai Trasporti Marco Gabusi –. Oggi abbiamo numeri e scenari sui quali possiamo finalmente ragionare».
L’assessore ribadisce che l’elettrificazione rimane un obiettivo importante, ma sottolinea il salto rispetto alle stime iniziali: «Parliamo di 98 milioni di euro e di una chiusura della linea per circa tre anni».
Parallelamente, aggiunge Gabusi, «abbiamo uno scenario da 80 milioni che, non essendo in antitesi con l’elettrificazione, permette di ottenere comunque una riduzione dei tempi di percorrenza e che, soprattutto, può essere realizzato per lotti».
Biella-Milano, il problema delle tracce ferroviarie
Durante l’incontro si è però parlato anche di un obiettivo ancora più ambizioso: il collegamento ferroviario diretto tra Biella e Milano.
L’elettrificazione della Biella-Novara sarebbe una condizione necessaria per poter immaginare questo collegamento, ma non sarebbe sufficiente. Per introdurre nuovi treni servono infatti anche le cosiddette tracce ferroviarie, ovvero gli spazi disponibili nell’orario ferroviario che permettono ai convogli di viaggiare lungo la linea fino a Milano.
E proprio su questo fronte emergono le maggiori difficoltà.
RFI ha spiegato che, allo stato attuale, non ci sarebbero tracce sufficienti nelle fasce pendolari per inserire un nuovo collegamento diretto Biella-Milano senza intervenire sull’attuale organizzazione del servizio.
È stata valutata anche l’ipotesi di attestare a Novara alcuni degli attuali collegamenti diretti Torino-Milano, liberando così tracce per i treni provenienti da Biella. Una soluzione che, sulla base dei dati di frequentazione dei collegamenti Torino-Milano, risulterebbe però di difficile attuazione.
La Regione: avanti con la velocizzazione e con il finanziamento dell’elettrificazione
Al termine del confronto è emersa una valutazione positiva da parte dei territori rispetto ai nuovi interventi di velocizzazione presentati da RFI.
La Regione Piemonte ha annunciato che darà a breve indicazioni ufficiali a RFI per procedere con le risorse già disponibili sugli esercizi 2026-2027 e per inserire gli interventi nel Contratto di programma MIT-RFI.
Parallelamente, l’amministrazione regionale intende continuare a lavorare per ottenere il finanziamento necessario all’elettrificazione della linea.
I due interventi, dunque, non vengono considerati necessariamente alternativi. La velocizzazione potrebbe rappresentare un primo passo per migliorare il servizio, mentre l’elettrificazione rimarrebbe un progetto strategico da perseguire nel medio periodo.
«Credo che la cosa più importante emersa oggi sia la disponibilità di tutti a ragionare insieme e soprattutto il fatto che i nuovi interventi di velocizzazione proposti siano stati accolti con favore da tutti gli attori», conclude Gabusi.
L’obiettivo, sottolinea l’assessore, deve essere quello di «migliorare il servizio ferroviario nel suo complesso, senza creare nuovi problemi mentre cerchiamo di risolverne altri».
Per la Biella-Novara si apre quindi una fase nuova: 80 milioni per intervenire sulla velocità della linea e 98 milioni per la sua elettrificazione, con tempi e modalità molto differenti. La partita ora si sposta sulla programmazione degli investimenti e sulle risorse da mettere concretamente in campo.
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