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Incontro ad Arona con Radici Chimica per discutere del futuro del sito di Novara. Il 23 settembre audizione alla Camera

Dopo la mobilitazione dei lavoratori e l’incontro in Confindustria, venerdì un momento più istituzionale ad Arona

Marco Lovisolo

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ARONA – Proseguono le complesse trattative per garantire un accordo tra l’azienda novarese Radici Chimica e i lavoratori, dopo la decisione dell’impresa di chiudere quattro settori e di licenziare 140 persone.

L’ultimo incontro, in Confindustria il 28 agosto, ha permesso ai rappresentanti dei lavoratori di ottenere alcune aperture: Radici Chimica, controllata dallo scorso maggio dal fondo d’investimento statunitense Lone Star, erogherà regolarmente gli aumenti previsti dal CCNL insieme al superminimo, e i licenziamenti dai 140 previsti scenderanno a 125.

Venerdì si è svolto ad Arona (NO) un incontro più istituzionale e informativo sulla situazione di Radici Chimica S.p.A. e sui dichiarati esuberi.

Alla riunione hanno partecipato Angelo Rodolfi, amministratore unico di Radici Chimica S.p.A., Alberto Gusmeroli, sindaco di Arona e presidente della commissione Attività Produttive della Camera e, in collegamento, Alessandro Canelli, sindaco di Novara.

Al centro del confronto le prospettive dello stabilimento novarese e le iniziative che potranno essere messe in campo per ridurre il più possibile l’impatto occupazionale delle decisioni annunciate dalla società.

«L’incontro di oggi ci ha consentito di cominciare a comprendere quali siano le intenzioni della proprietà e quali strumenti possano essere utilizzati per minimizzare le conseguenze negative sul piano occupazionale nel sito di Novara di Radici Chimica» – ha dichiarato Alberto Gusmeroli – «Siamo ora in attesa del piano sociale definitivo, che verrà trasmesso a breve al Ministero. Nel frattempo, l’obiettivo è quello di preparare le condizioni per intervenire concretamente a sostegno dei lavoratori eventualmente interessati dagli esuberi. L’impegno è mettere fin da subito le basi affinché, attraverso una specifica richiesta alla Regione Piemonte, possano essere attivati percorsi di riqualificazione professionale finalizzati al ricollocamento di quei lavoratori che non riusciranno a rientrare nelle misure previste dal piano sociale».

Il confronto proseguirà coinvolgendo tutte le parti interessate, a partire dalle organizzazioni sindacali.

«È evidente che una situazione così delicata debba essere discussa e affrontata insieme alle parti sindacali» – prosegue Gusmeroli – «Un ulteriore passaggio istituzionale è già stato fissato per il prossimo 23 settembre, quando Radici Chimica sarà audita alla Camera dei Deputati nell’ambito dei lavori della commissione Attività Produttive. L’audizione consentirà di approfondire la situazione della società, le prospettive del sito di Novara, le ricadute occupazionali e le misure che la proprietà intende adottare.

«Continueremo a seguire la vicenda con la massima attenzione in tutte le sedi istituzionali, mantenendo aperto il confronto con l’azienda, i lavoratori, le organizzazioni sindacali, la Regione Piemonte e il Ministero. L’obiettivo deve essere quello di mettere in campo ogni strumento possibile per ridurre l’impatto sociale e occupazionale della situazione, tra cui attivare la Regione per l’avvio di corsi di formazione per la riqualificazione del personale al fine del ricollocamento per chi non dovesse rientrare in altre misure» conclude il sindaco di Arona.

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