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11 settembre 2001, quando la Melevisione venne interrotta per l’attentato alle Torri Gemelle

Era l’11 settembre 2001 quando il Fantabosco lasciò improvvisamente spazio alle immagini delle Torri Gemelle in fiamme

Gabriele Farina

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TORINO – C’è una generazione che l’11 settembre 2001 non lo ricorda soltanto attraverso le immagini delle Torri Gemelle. Ricorda un televisore acceso nel pomeriggio, Tonio Cartonio, il Fantabosco e, all’improvviso, qualcosa che non aveva nulla a che fare con fate, folletti, streghe e gnomi.

La Melevisione venne interrotta per lasciare spazio all’edizione straordinaria del TG3 dedicata agli attentati negli Stati Uniti. Erano circa le 15.30 quando il mondo della fantasia lasciò il posto alle immagini di New York. Per moltissimi bambini fu un passaggio improvviso e difficile da comprendere: fino a un attimo prima c’era il Fantabosco, subito dopo c’erano due grattacieli in fiamme e adulti che parlavano di un attentato.

Quel pomeriggio c’era una festa al Fantabosco

La puntata trasmessa quel giorno era “Tanti auguri a te”, una replica di un episodio andato in onda alcuni mesi prima.

Tonio Cartonio e gli altri personaggi stavano preparando una festa di compleanno per la Principessa Odessa. Una storia normale della Melevisione, costruita intorno a quella dimensione rassicurante che per migliaia di bambini rappresentava un appuntamento quotidiano.

Poi la trasmissione si fermò.

Al posto dei personaggi comparve l’edizione straordinaria del TG3 e le prime immagini dell’attacco al World Trade Center. La puntata sarebbe poi terminata con i festeggiamenti per la Principessa Odessa: Strega Salamandra e Fata Gaia avrebbero cantato “tanti auguri”. Ma per chi la stava guardando quel giorno, quel finale sarebbe rimasto per anni un piccolo mistero.

Il momento dell’interruzione della Melevisione

E quella Melevisione era fatta a Torino

C’è però un particolare che rende quella storia ancora più legata a Torino.

La Melevisione era infatti una produzione del Centro di Produzione Rai di Torino. La trasmissione, nata nel 1999, veniva realizzata negli studi Rai della città e proprio il Centro di Produzione torinese era diventato uno dei poli della Rai per i programmi dedicati ai più piccoli.

Dunque mentre milioni di bambini italiani guardavano la Melevisione, a Torino c’era una troupe che lavorava proprio a quel programma. E anche gli attori della trasmissione si trovavano negli studi durante quelle ore.

Danilo Bertazzi, il Tonio Cartonio delle prime stagioni, ha raccontato di essere stato negli studi con il resto del cast per lavorare alle nuove puntate. Nei monitor dello studio stavano seguendo ciò che andava in onda su Rai 3 quando videro improvvisamente cambiare le immagini.

Il passaggio dal Fantabosco alle notizie da New York fu straniante anche per loro: come ha ricordato Bertazzi, si trovarono improvvisamente catapultati dalla dimensione fiabesca del programma alla realtà di quanto stava accadendo dall’altra parte dell’Atlantico.

Il mistero dello “spago giallo”

Con il passare degli anni, attorno a quella puntata è nata anche una piccola leggenda della memoria televisiva italiana: quella del famoso filo o spago giallo che molti ricordavano nelle mani di Tonio Cartonio al momento dell’interruzione.

Il particolare è diventato quasi più famoso della stessa puntata.

Ma, secondo Bertazzi, quel ricordo è un esempio di memoria collettiva ricostruita nel tempo. L’attore ha raccontato di aver cercato nelle Teche Rai le immagini dell’episodio dopo che un ragazzo gli aveva chiesto cosa stesse facendo Tonio con quello spago. La ricerca avrebbe mostrato che nello spezzone dell’11 settembre non aveva in mano alcun filo giallo.

È uno dei tanti dettagli che dimostrano quanto quella breve interruzione sia rimasta impressa nella memoria di chi era bambino.

Perché l’11 settembre è legato alla Melevisione

Per chi era adulto nel 2001, l’11 settembre è soprattutto la data degli attentati alle Torri Gemelle, del Pentagono e del volo United Airlines 93 precipitato in Pennsylvania.

Per chi aveva pochi anni, invece, la prima percezione di quella tragedia poteva essere molto più semplice: la televisione che improvvisamente aveva smesso di trasmettere la Melevisione.

Non c’erano ancora gli smartphone, i social network e la possibilità di vedere immediatamente le immagini su decine di piattaforme diverse. Per molti bambini quella fu quindi una delle prime occasioni in cui una notizia proveniente dall’altra parte del mondo irruppe direttamente nella loro quotidianità.

La memoria di quel pomeriggio è diventata così parte della memoria collettiva di una generazione. Anche la musica l’ha poi trasformata in un riferimento generazionale: nel 2021 i Pinguini Tattici Nucleari hanno citato proprio la puntata della Melevisione interrotta dalle Torri Gemelle nella canzone Scrivile scemo.

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