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A Torino nasce “Un Piazzale di Sogni”: sette posti per giovani fragili e care leavers
La struttura è destinata all’accoglienza temporanea di giovani tra i 18 e i 35 anni che hanno bisogno di un sostegno abitativo ed educativo
TORINO – Sette nuovi posti per giovani in condizioni di fragilità e per i cosiddetti care leavers, ragazzi e ragazze che hanno concluso un percorso di accoglienza e tutela e si trovano ad affrontare il passaggio alla vita adulta. È stato inaugurato ieri mattina, in piazzale Grande Torino 81 bis, “Un Piazzale di Sogni”, il progetto di Housing First realizzato attraverso la riqualificazione di un immobile comunale.
La struttura è destinata all’accoglienza temporanea di giovani tra i 18 e i 35 anni che hanno bisogno di un sostegno abitativo ed educativo per consolidare il proprio percorso verso l’autonomia. L’obiettivo non è soltanto offrire una casa, ma accompagnare gli ospiti nella costruzione di una vita indipendente, sul piano personale, lavorativo e relazionale.
Sette camere e spazi comuni
L’intervento è stato finanziato con 230 mila euro nell’ambito della Missione 5 “Inclusione e Coesione” del PNRR, attraverso la linea di intervento 1.3.1 dedicata all’Housing First. A questa cifra si sono aggiunti 44 mila euro di cofinanziamento da parte dell’ente gestore, Frati Minori Piemonte ETS.
I lavori, iniziati alla fine del 2024, hanno riguardato la sicurezza, la funzionalità e l’efficienza energetica dell’edificio, mantenendone le caratteristiche storiche e architettoniche.
Sono state riqualificate otto camere con i relativi servizi igienici: sette sono destinate agli ospiti e una all’operatore. La struttura dispone inoltre di cucina, soggiorno, lavanderia, terrazza e cortile, pensati come spazi condivisi per favorire anche la socialità e la costruzione di relazioni.
I primi ospiti sono entrati nel novembre 2025, al termine dei lavori. Complessivamente, nel corso del progetto, sono già stati 11 i beneficiari accolti e accompagnati verso un percorso di autonomia.

Foto di Gianluca Platania
Non solo una casa: percorsi verso l’autonomia
Il progetto prevede infatti un servizio di accompagnamento personalizzato. Gli ospiti possono usufruire di supporto educativo, orientamento, formazione, percorsi di inserimento lavorativo e sostegno psicologico, con l’obiettivo di rafforzare progressivamente la propria autonomia abitativa ed economica.
Una parte importante del progetto riguarda anche le relazioni: l’idea è creare condizioni che permettano ai giovani di costruire legami positivi, sentirsi parte della comunità e sviluppare una maggiore capacità di autodeterminazione.
«Una città moderna si misura anche dalla qualità della vita che riesce a garantire alle persone più fragili», ha sottolineato il sindaco Stefano Lo Russo, ricordando come il progetto sia rivolto a ragazze e ragazzi che hanno già incontrato difficoltà nel proprio percorso di vita e che qui possono trovare «un luogo dove costruire un percorso di vita autonoma e ricominciare a fare progetti».
Per l’assessore alle Politiche sociali Jacopo Rosatelli, «l’autonomia si costruisce a partire da una casa», ma anche attraverso relazioni positive e occasioni concrete di crescita. «Per ragazzi e ragazze che hanno attraversato situazioni di fragilità, il passaggio all’età adulta può essere particolarmente complesso», ha aggiunto.
All’inaugurazione erano presenti anche la dirigente della Divisione Inclusione sociale della Città di Torino, Silvia Giunta, e fra Davide Ferla, referente di Frati Minori Piemonte ETS.
“Una grande famiglia” per chi non ne ha avuta una
Proprio il ruolo della comunità è stato sottolineato da fra Davide Ferla, che ha definito l’apertura della struttura «un sogno che si realizza» per permettere a giovani che vivono situazioni di difficoltà di ripartire e costruire un futuro diverso.
Il progetto, ha spiegato, si inserisce anche nel percorso verso gli 800 anni dalla morte di San Francesco, che ricorreranno il prossimo 4 ottobre, richiamando la tradizione francescana di vicinanza alle persone più fragili.
L’idea, nelle parole di Ferla, è quella di provare a creare «una grande famiglia» per giovani che spesso non hanno potuto contare su una rete familiare stabile, attraverso figure di riferimento e relazioni capaci di accompagnarli verso una nuova fase della loro vita.
Con “Un Piazzale di Sogni”, dunque, uno spazio comunale riqualificato diventa un nuovo presidio torinese dedicato all’inclusione: sette posti abitativi temporanei, ma soprattutto un percorso pensato per aiutare giovani vulnerabili a costruire le condizioni per diventare autonomi.
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