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Margherita Agnelli non potrà costituirsi parte civile contro il figlio John: istanza rigettata dal gip

A Torino l’udienza preliminare sulla residenza italiana di Marella Caracciolo

Marco Lovisolo

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Palazzo di Giustizia a Torino

TORINO – Il gip ha rigettato la richiesta di Margherita Agnelli di costituirsi parte civile contro il figlio John all’udienza preliminare sulla residenza italiana di Marella Caracciolo, vedova di Gianni Agnelli. Il procedimento si è svolto a Torino.

Alla richiesta della madre dell’attuale amministratore delegato di Exor, si erano opposti in mattinata gli avvocati difensori di John Elkann, del commercialista di famiglia (nonché presidente della Juventus) Gianluca Ferrero e del notaio Remo Morone. I legali, secondo quanto è trapelato, avevano fatto notare che il danno provocato dalle presunte violazioni di natura fiscale riguardava l’erario. Margherita Agnelli, hanno sottolineato gli avvocati, non può essere considerata erede di Marella Caracciolo in virtù dei patti successori stipulati in Svizzera e tutt’ora validi.

La figlia di Gianni Agnelli è stata invece ammessa come parte civile del segmento del processo in cui viene contestato un reato di falso in atto pubblico, per cui ora è stata riconosciuta l’aggravante della pubblica fede, a Remo Moroni e a Gianluca Ferrero.

«Avevamo chiesto soltanto il riconoscimento di un danno morale, non patrimoniale» – afferma Dario Trevisan, legale di Margherita Agnelli, commentando la decisione – «In questa fase non siamo stati ammessi come parte civile per i reati di natura fiscale che la pubblica accusa attribuisce a John Elkann integranti la dichiarazione fraudolenta e la truffa ai danni dello Stato. Potremo sempre chiedere tali danni in una seconda fase del processo e anche in sede civile, con danni patrimoniali».

«Noi siamo soddisfatti dall’essere stati ammessi come parte civile per quel che riguarda il reato di falso riguardante i documenti sugli assetti proprietari della dicembre, sul quale, inoltre, è stata accolta un’eccezione che ha portato alla contestazione di una aggravante» – aggiunge Trevisan – «Quello che rileva è che sia rimasto fermo e impregiudicato l’impianto accusatorio nei confronti di tutti gli imputati».

L’udienza preliminare proseguirà in autunno per discutere nuove questioni procedurali.

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