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È morto Raffaele Costa, l’ex ministro monregalese aveva compiuto 90 anni
Nato a Mondovì nel 1936, Costa ha dedicato gran parte della sua vita alla politica e alle istituzioni
CUNEO – È morto Raffaele Costa, politico monregalese di lungo corso ed ex ministro. Aveva compiuto 90 anni lo scorso 8 settembre. Con la sua scomparsa il Piemonte perde una delle figure più rappresentative della tradizione liberale italiana della seconda metà del Novecento.
Nato a Mondovì nel 1936, Costa ha dedicato gran parte della sua vita alla politica e alle istituzioni. È stato deputato alla Camera dal 1976 al 2006, eletto inizialmente nelle file del Partito Liberale Italiano, di cui sarebbe diventato anche segretario negli ultimi anni di attività del partito. Nel corso della sua lunga esperienza parlamentare ha ricoperto numerosi incarichi di governo.
È stato sottosegretario in diversi ministeri, tra cui Giustizia, Esteri, Interni e Lavori pubblici, per poi assumere incarichi ministeriali nei governi della Prima e della Seconda Repubblica. Nel 1992 entrò nel governo guidato da Giuliano Amato come ministro per il Coordinamento delle politiche comunitarie e gli Affari regionali. Nel 1993 divenne ministro dei Trasporti e, successivamente, ministro della Sanità nel primo governo guidato da Silvio Berlusconi.
La sua attività politica non si limitò al Parlamento e ai governi nazionali. Tra il 1999 e il 2004 fu parlamentare europeo e, dopo l’esperienza a Bruxelles, tornò a dedicarsi in modo diretto al territorio. Nel 2004 venne eletto presidente della Provincia di Cuneo, incarico che mantenne fino al 2009.
La battaglia contro la burocrazia
Costa è stato anche un convinto sostenitore delle idee liberali e per anni ha portato avanti una battaglia politica contro sprechi, privilegi e burocrazia. Un tema che sarebbe rimasto centrale anche nella sua attività pubblicistica: tra i suoi libri figurano Il dottore è fuori stanza, La mia prima Repubblica, L’Italia degli sprechi e L’Italia dei privilegi.
Una sensibilità che oggi il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio ha ricordato nel messaggio di cordoglio per la sua scomparsa.
«Con la scomparsa di Raffaele Costa, il Piemonte e l’Italia perdono un uomo profondamente innamorato della politica e della sua terra, a cui ha dedicato passione e impegno instancabili in ogni incarico istituzionale», ha dichiarato Cirio.
Il presidente della Regione lo ha definito «un autentico campione del pensiero liberale e un pioniere nella lotta alla burocrazia», sottolineando come quella battaglia, oggi diventata patrimonio comune, fosse stata affrontata da Costa «con decenni di anticipo e straordinaria lungimiranza».
Il cordoglio di Alberto Cirio
Nel suo messaggio, Cirio ha ricordato anche il rapporto personale che legava Costa al territorio piemontese e alle comunità locali.
«Ci mancheranno la sua intuizione e quella rara capacità di rimanere sempre sinceramente vicino alle persone e alle comunità locali», ha aggiunto il presidente della Regione, esprimendo «a nome mio e di tutta la Regione Piemonte» il più profondo cordoglio alla famiglia.
Un pensiero particolare è stato rivolto al figlio Enrico Costa, avvocato e politico, già deputato e ministro nei governi Renzi e Gentiloni.
«Un abbraccio fraterno e particolarmente affettuoso a suo figlio Enrico, collega e amico di una vita», ha concluso Cirio.
Con Raffaele Costa scompare dunque un protagonista di una lunga stagione della politica piemontese e nazionale, capace di attraversare diverse fasi della storia repubblicana mantenendo come riferimento il liberalismo, l’attenzione al territorio e la critica agli eccessi della macchina amministrativa.
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