CulturaTorino
A Torino un’opera che non si guarda: il manifesto di Andrea Villa si sente con il naso
Villa porta il profumo dentro il linguaggio visivo e trasforma il manifesto in un’esperienza che non si esaurisce nella sua dimensione grafica
TORINO – “There is nothing to see, only to smell”. Non c’è niente da vedere, solo da annusare. È la frase scelta da Andrea Villa per accompagnare una nuova opera affissa a Torino, sul Lungo Dora Siena, davanti alla residenza universitaria Olimpia. Un intervento che parte da una domanda apparentemente semplice, ma che mette in discussione uno dei meccanismi più abituali della comunicazione contemporanea: siamo ormai abituati a vedere tutto, ma cosa succede quando un’immagine chiede invece di essere percepita con un altro senso?
Villa porta il profumo dentro il linguaggio visivo e trasforma il manifesto in un’esperienza che non si esaurisce nella sua dimensione grafica. Il profumo viene infatti spruzzato direttamente sui manifesti, diventando una parte integrante dell’opera.
Il risultato è un lavoro che invita chi passa a fermarsi, avvicinarsi e utilizzare l’olfatto. L’immagine diventa così soltanto una parte dell’esperienza, mentre una componente invisibile contribuisce a costruire il significato dell’intervento.
Un manifesto che chiede di essere annusato
La scelta di utilizzare un profumo non è soltanto un espediente originale. L’opera nasce infatti dalla volontà di mettere in discussione la centralità dell’immagine nella comunicazione contemporanea, in un momento storico nel quale gran parte dell’esperienza quotidiana passa attraverso fotografie, video, schermi e contenuti visuali.
Il profumo introduce invece una dimensione diversa, più difficile da rappresentare e da controllare. Non può essere osservato a distanza come un’immagine e non può essere completamente descritto attraverso le parole. Per percepirlo bisogna avvicinarsi fisicamente all’opera.
È proprio questo passaggio a modificare il rapporto tra il pubblico e il manifesto: non basta più guardare. Bisogna fermarsi, avvicinarsi, respirare.
L’olfatto come memoria e percezione
La dimensione olfattiva porta con sé anche un legame particolarmente diretto con la memoria e le associazioni personali. Uno stesso odore può evocare ricordi, luoghi o sensazioni differenti a seconda di chi lo percepisce.
L’opera di Villa sfrutta quindi una possibilità che l’immagine non possiede nello stesso modo: quella di entrare nell’esperienza dello spettatore senza essere necessariamente riconoscibile o visibile.
Il manifesto diventa così una sorta di punto di incontro tra arte e spazio pubblico. Chi lo incontra per strada può inizialmente osservarlo come qualsiasi altra affissione, ma la presenza del profumo introduce un elemento inatteso e modifica il modo stesso di rapportarsi all’opera.
“There is nothing to see, only to smell”
La frase scelta da Andrea Villa sintetizza l’intervento attraverso un paradosso: “There is nothing to see, only to smell”.
Il manifesto è evidentemente qualcosa da vedere, ma la scritta invita a fare esattamente il contrario, negando simbolicamente il primato dello sguardo. L’elemento fondamentale dell’opera non è infatti necessariamente quello che compare sulla superficie del manifesto, ma ciò che si percepisce avvicinandosi.
In questo senso il lavoro diventa anche una riflessione sulla comunicazione contemporanea. In una realtà nella quale siamo continuamente circondati da immagini, Villa sceglie di sottrarre qualcosa alla vista e di restituirlo a un senso spesso rimasto ai margini della comunicazione visiva.
L’opera sul Lungo Dora Siena, davanti alla residenza universitaria Olimpia, diventa così un intervento che prova a cambiare per qualche istante un gesto quotidiano: passare davanti a un manifesto. Per una volta, per capire cosa sta comunicando, non serve soltanto guardare.
Serve annusare.
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