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Fabrizio Corona lancia il suo movimento politico… ma non può candidarsi
Il nuovo movimento si chiama “Per la verità”
TORINO – Fabrizio Corona entra nel terreno della politica e presenta “Per la Verità”, un movimento che l’ex fotografo definisce «liberale e antisistema». L’annuncio è arrivato attraverso un video di circa 24 minuti pubblicato sul suo canale YouTube, con tanto di simbolo della nuova formazione.
Corona ha utilizzato il video per illustrare alcune delle idee alla base del progetto e per rivolgere un attacco alla politica tradizionale, sia alla maggioranza sia all’opposizione. E ha scelto un paragone destinato a far discutere: «Io sono il nuovo Berlusconi».
«Più giovane, più pulito, più trasgressivo»
Nel presentare il movimento, Corona ha richiamato la discesa in campo di Silvio Berlusconi e il suo passato da imprenditore.
«Io sono il nuovo Berlusconi, più bello, giovane, meno inciucione, più pulito, più trasgressivo», ha detto, spiegando di voler mettere la propria esperienza al servizio del Paese. «Sono qui per far fare i soldi al nostro Paese», ha aggiunto.
Nel suo intervento Corona ha criticato l’immagine dell’Italia all’estero e il modo in cui, a suo giudizio, il Paese viene ancora rappresentato attraverso gli stereotipi di «pizza, mafia e spaghetti». Nel mirino è finita anche l’intera classe politica: secondo Corona, il problema non riguarda soltanto una parte dello schieramento, ma «di destra e di sinistra, di centro».
Immigrazione e sanità tra i temi del movimento
Tra gli argomenti affrontati c’è anche l’immigrazione. Corona ha espresso una posizione molto dura nei confronti dell’immigrazione irregolare, sostenendo che l’Italia non debba essere un Paese che accoglie indistintamente chiunque arrivi.
Nel video utilizza anche l’espressione «via i maranza» e propone l’allontanamento degli immigrati irregolari che violano la legge. Le sue dichiarazioni si inseriscono in una più ampia critica alle politiche di integrazione.
Altro capitolo è quello della sanità, con particolare riferimento alle liste d’attesa. Corona denuncia i tempi necessari per visite e controlli e inserisce il tema tra quelli sui quali, secondo il movimento, sarebbe necessario intervenire.
Il programma tocca inoltre giovani, famiglia, scuola, lavoro, fisco, giustizia e tecnologia. Tra le proposte illustrate nel video c’è anche una posizione critica sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale nel mondo del lavoro.
La legalizzazione di droghe e prostituzione
Uno dei passaggi più discussi riguarda poi la libertà individuale e la regolamentazione di attività oggi sottoposte a diversi limiti o divieti.
«Noi come movimento siamo liberali e veri», ha dichiarato Corona, sostenendo la necessità di legalizzare le droghe e di trasformare la prostituzione in un’attività regolamentata capace, nella sua visione, di produrre entrate per lo Stato.
Il progetto viene quindi presentato come una proposta alternativa ai tradizionali schieramenti politici, con un’impostazione che lo stesso Corona definisce antisistema.
Il paradosso: Corona non può candidarsi
C’è però un elemento giuridico che rende particolare l’annuncio. Fabrizio Corona non può candidarsi personalmente alle elezioni, a causa dell’interdizione perpetua dai pubblici uffici prevista come pena accessoria in seguito alla condanna definitiva per il caso relativo all’ex calciatore David Trezeguet.
Nel 2013 la Cassazione confermò per Corona una condanna a cinque anni di reclusione, una multa di mille euro e l’interdizione perpetua dai pubblici uffici. Quest’ultima comporta, tra gli effetti previsti dalla legge, la perdita del diritto di elettorato e di eleggibilità.
Questo significa che Corona può promuovere e guidare un movimento politico e fare campagna elettorale, ma non può essere candidato personalmente, finché l’interdizione rimane efficace.
La nascita di “Per la Verità” apre quindi una questione particolare: il progetto politico è legato direttamente alla figura e alla popolarità online del suo fondatore, ma alle eventuali elezioni sarebbe necessario individuare candidati diversi da Corona.
Per ora il movimento ha un nome, un simbolo e una prima piattaforma di temi e proposte. La trasformazione della presenza costruita sui social in una vera organizzazione politica è invece ancora tutta da verificare.
La presentazione di Fabrizio Corona
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