EconomiaTorino
Prezzi al consumo a Torino: l’energia vola a +21,1% sull’anno precedente
A spingere verso l’alto il costo della vita è soprattutto il comparto energetico
TORINO – Secondo gli ultimi dati diffusi dall’ufficio di Statistica della Città, a agosto 2026 l’indice dei prezzi al consumo (NIC) ha raggiunto quota 103,6 punti (su base 2025=100). Un incremento dello 0,4% rispetto a luglio che porta l’inflazione annua su base tendenziale al +3,4%.
A spingere verso l’alto il costo della vita è soprattutto il comparto energetico, vera spina nel fianco dei bilanci familiari.
Quali sono i punti chiave della rilevazione
- Beni energetici alle stelle: gli energetici impennano del +3,1% in un solo mese, con una crescita del +21,1% rispetto ad agosto 2025.
- Carrello della spesa “frequente”: i prodotti ad alta frequenza d’acquisto (come alimentari di prima necessità e beni di uso quotidiano) registrano un rialzo dell’1,1% sul mese precedente e un pesante +4,3% su base annua.
- Alimentari in controtendenza sull’anno: se nel confronto mensile i beni alimentari crescono dello 0,4%, su base annua mostrano una lieve flessione del -0,2%.
- Frequenze medie e basse: i prodotti a media frequenza di acquisto restano stabili rispetto a luglio (+3,4% annuo), mentre quelli a bassa frequenza segnano un +0,3% mensile (+2,6% annuo).
Beni e servizi a confronto
I beni complessivamente aumentano dello 0,9% su luglio e del 4,4% su base annua. Tra questi, i tabacchi restano stabili nel mese ma segnano un +4,0% sull’anno, mentre gli altri beni vari registrano un lieve +0,2% (+1,0% tendenziale).
I servizi, al contrario, mostrano un leggero calo congiunturale (-0,1%) pur crescendo del 2,5% rispetto allo scorso anno:
- Trasporti: +1,0% su luglio e +3,2% su base annua (spinti dalle partenze estive).
- Abitazione: +0,2% mensile e +3,7% annuo.
- Cultura, ricreazione e cura della persona: -0,8% nel mese, ma +1,2% sull’anno.
- Comunicazioni: Stabili su luglio e in calo del -2,1% rispetto al 2025.
- Servizi vari: Invariati sul mese, +3,0% sull’anno.
L’inflazione di fondo – calcolata al netto dei beni energetici e degli alimentari freschi – si mantiene decisamente più contenuta: +0,1% rispetto al mese di luglio e +1,7% su base annua, a conferma di come la fiammata inflazionistica sia quasi interamente guidata dalla crisi energetica.
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