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Il cardinale Repole sui tagli Rai a Torino: «Spero sia possibile riprendere gli investimenti»

La sede torinese vede ormai da qualche tempo una contrazione e una riduzione del personale. Oggi l’incontro arcivescovo-sindacati

Marco Lovisolo

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TORINO – «Non dobbiamo perdere le nostre eccellenze». Nel pomeriggio di oggi, 17 settembre, l’arcivescovo di Torino e vescovo di Susa Roberto Repole ha incontrato nel capoluogo piemontese le rappresentanze sindacali del Centro di Produzione Rai di Torino, dell’Orchestra Sinfonica Nazionale, della sede di via Cavalli e del Comitato di redazione dei giornalisti di via Verdi. Queste le sue dichiarazioni:

«Desidero dare voce alla loro preoccupazione rispetto al futuro della Rai torinese, che sta subendo riduzioni di personale, la vendita di alcune sedi cittadine e la cancellazione di trasmissioni prodotte storicamente negli studi di via Verdi. Credo che il bisogno di capire non sia solo sindacale, ma di società civile e di comunità: la Rai è una delle più belle espressioni della città e tutti comprendiamo che non dobbiamo perdere le nostre eccellenze.

Il tema dei mass media e dell’informazione ricopre un ruolo sempre più importante nella vita democratica: per questa ragione spero con forza che sia possibile riprendere gli investimenti per lo sviluppo del Servizio pubblico televisivo a Torino, dove tanti anni fa la Rai fu inventata e venne messa a disposizione dell’Italia».

Il riferimento del cardinale è alla contrazione delle attività e ai tagli della tv di Stato in Piemonte, che nei mesi scorsi ha anche messo in vendita gli immobili di proprietà, come il Palazzo della Radiofonia di via Verdi.

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