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Crosetto contro Il Fatto Quotidiano: «L’Italia non è in guerra, Parlamento e Quirinale informati»

Gabriele Farina

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TORINO – Il ministro della Difesa Guido Crosetto replica duramente al titolo pubblicato oggi da Il Fatto Quotidiano, che ha aperto l’edizione del 19 settembre con «L’Italia in guerra senza dirlo agli italiani e al Colle». Il quotidiano ha collegato la presenza di militari e mezzi italiani in Arabia Saudita, l’attacco a un Eurofighter italiano nella base di Ta’if e l’impiego della Marina Militare nel Mar Rosso nell’ambito della missione europea Aspides.

In una nota, Crosetto respinge la ricostruzione e sostiene che l’Italia non sia in guerra, che il Parlamento non sia stato escluso dalle decisioni e che il Quirinale non sia stato tenuto all’oscuro delle attività militari italiane.

Crosetto: «La presenza in Arabia Saudita non è mai stata segreta»

Secondo il ministro, la presenza militare italiana in Arabia Saudita non sarebbe mai stata nascosta. Crosetto sostiene che le informazioni sulla missione siano state fornite attraverso gli atti e le sedi parlamentari e ricorda di essere intervenuto più volte insieme ad altri esponenti della Difesa e delle istituzioni militari.

La questione è tornata al centro dell’attenzione dopo l’attacco alla base aerea di Ta’if, dove un Eurofighter italiano è stato colpito. Nell’attacco non sono rimasti coinvolti militari italiani.

Il ministro respinge anche l’accusa di avere minimizzato l’accaduto. Nella sua ricostruzione, avrebbe seguito personalmente l’attacco, informato le strutture competenti e chiesto valutazioni sulla sicurezza del personale italiano presente nell’area.

Il nodo delle navi italiane nel Mar Rosso

Un altro punto contestato da Crosetto riguarda le navi della Marina Militare impegnate nel Mar Rosso.

Il ministro precisa che le unità navali italiane operano nell’ambito di Aspides, la missione dell’Unione europea istituita per contribuire alla sicurezza della navigazione nell’area. Nei giorni scorsi, la fregata italiana Carlo Bergamini ha accompagnato il mercantile italiano Jolly Oro durante il transito dello stretto di Bab el-Mandeb.

Crosetto contesta quindi anche l’espressione utilizzata dal Fatto sulle «navi di Crosetto», sottolineando che si tratta di navi della Repubblica italiana e della Marina Militare e che il loro impiego avviene nell’ambito di una missione con un mandato definito.

«La Difesa si muove dentro leggi e procedure»

Nella parte finale della sua nota, Crosetto rivendica il ruolo istituzionale della Difesa e sostiene che le Forze Armate possano operare esclusivamente nell’ambito di leggi, mandati e procedure definite.

Il ministro riconosce il diritto di criticare il governo e il suo operato, ma contesta la ricostruzione secondo cui l’Italia sarebbe stata portata «di nascosto» in guerra, con il Parlamento e il Quirinale tenuti fuori dal processo decisionale.

La polemica arriva in un momento di particolare attenzione sulla sicurezza dei militari italiani in Medio Oriente. Dopo gli ultimi sviluppi, i vertici della Difesa stanno valutando ulteriori opzioni operative per garantire la sicurezza dei contingenti italiani presenti nell’area.

Lo scontro tra il ministro e Il Fatto Quotidiano si concentra dunque su due diverse letture della presenza militare italiana in Medio Oriente: da una parte la ricostruzione del quotidiano, che parla di un coinvolgimento dell’Italia in un contesto di guerra non adeguatamente comunicato; dall’altra la posizione di Crosetto, che nega che l’Italia sia in guerra e sostiene che le missioni e le relative decisioni siano state gestite attraverso le procedure istituzionali previste.

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