CronacaTorino
Detenuto si suicida nel carcere di Ivrea, la Garante Formaiano: «Ennesimo campanello d’allarme che non può più essere ignorato»
L’episodio è avvenuto ieri notte. L’Osapp: «Quanto accaduto è quanto avevamo già preannunciato dopo che due detenuti si sono tolti la vita a Biella e Verbania»
IVREA – Cosa esattamente abbia spinto un 42enne a togliersi la vita ieri sera, 21 settembre, nel carcere di Ivrea (TO) non è ancora chiaro. C’è, di certo, la sensazione suffragata dai fatti che la situazione delle carceri piemontesi imponga riflessioni ma anche interventi rapidi, se quest’anno sul nostro giornale vi abbiamo dato notizia già di sei suicidi avvenuti nelle mura di un qualche penitenziario della nostra regione. Ieri sera, il settimo dramma: l’uomo è stato trovato impiccato intorno alle 23 di ieri nella cella che condivideva con un altro detenuto.
A quanto si apprende, avrebbe utilizzato un cappio artigianale. «Quanto accaduto è quanto avevamo già preannunciato dopo che due detenuti si sono tolti la vita a Biella e Verbania. Con il 30% di polizia penitenziaria in meno negli istituti continueremo ad assistere a drammi inaccettabili» ha dichiarato Leo Beneduci, segretario generale dell’Osapp.
Sul caso è intervenuta anche la Garante regionale delle persone detenute Monica Formaiano: «La sequenza ravvicinata di suicidi rappresenta l’ennesimo campanello d’allarme che non può più essere ignorato perché dietro ogni morte c’è una persona con le proprie sofferenze, il proprio vissuto e una responsabilità collettiva».
«Come comunità civile» – aggiunge – «non è più sufficiente indignarsi: s’impone una risposta immediata sul fronte della prevenzione e sulla situazione complessiva degli Istituti penitenziari piemontesi. Prevenire queste tragedie significa investire nell’adeguatezza dei servizi sanitari penitenziari come la salute mentale e il sostegno psicologico e nella costruzione di percorsi individuali rivolti soprattutto alle persone più fragili e vulnerabili».
«Come Garante» – conclude Formaiano – «manifesto profonda preoccupazione per il ripetersi di tali tragedie e richiamo con urgenza e nuovamente le Istituzioni a porre al centro dell’attenzione la situazione complessiva del mondo carcerario per garantire piena dignità alle persone detenute e completa tutela dei diritti fondamentali».
Dove e come chiedere aiuto
Un’efficace prevenzione del suicidio richiede che ognuno sia a conoscenza dei fattori di rischio del suicidio e sappia come gestirli.
Pensare che una persona cara, un familiare, un amico, un collega si possa suicidare, certamente spaventa e fa sentire impotenti. Quando si conosce una persona, tuttavia, siamo spesso in grado di dire quando è in crisi, perché siamo in grado di riconoscere il suo disagio.
Ci sono molti modi in cui si può supportare. Questo sito vuole aiutare sia chi sta pensando al suicidio sia a riconoscere quando qualcuno è a rischio di suicidio e capire le azioni che si possono intraprendere per aiutarlo.
Il suicidio è un rimedio definitivo ad un problema temporaneo. Un’altra soluzione è sempre possibile!
Il dialogo è la via più concreta per poter iniziare ad aiutare chi vede la vita come un peso.
Oltre al numero di emergenza 112, puoi provare a parlarne con Telefono Amico, tutti i giorni dalle 10 alle 24 al numero 02 2327 2327 o tramite la webcallTAI gratuita all’indirizzo www.telefonoamico.net.
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