SocietàTorino
La Fondazione Michele Scarponi abbraccia la famiglia di Nicolò morto in bicicletta a 7 anni: il loro dolore è il nostro
La fondazione ricorda il campione marchigiano ucciso da un furgone vicino a casa nel 2017
Anche la Fondazione Michele Scarponi nata dopo la morte del campione ciclistico marchigiano investito vicino a casa a Filottrano il 22 aprile 2017 da un furgone, ha voluto intervenire dopo l’incidente che ha ucciso a Torino il piccolo Nicolò di 7 anni mentre andava a scuola in bici.
Nicolò stava andando a scuola in bicicletta, pedalava accanto al suo papà nel controviale di corso Regina Margherita, a Torino. Ieri mattina una persona alla guida di un’automobile lo ha investito. E Nicolò è morto in ospedale poche ore dopo, per i traumi riportati. Aveva sette anni.
Questa mattina circa trecento persone si sono radunate sul luogo in cui Nicolò è stato ucciso, hanno formato un cordone umano lungo la corsia ciclabile, hanno costretto gli automobilisti a rallentare e hanno posato una biciclettina bianca per ricordarlo. Un lungo silenzio ha accompagnato questa cerimonia spontanea. Un lungo silenzio perché tutti, anche noi, abbiamo finito le parole. Ma finché avremo un filo di voce continueremo a chiedere giustizia, perché uno Stato che non mette in cima alla lista delle priorità la vita di un bambino di sette anni non è uno Stato. La Fondazione Michele Scarponi abbraccia la famiglia di Nicolò, il loro dolore è il nostro. Nicolò voleva soltanto andare a scuola. In bicicletta, insieme a suo padre.
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